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	<title>Associazione Culturale - Sportiva Voras Zancle - Messina &#187; Sicilianismo</title>
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	<description>Associazione Culturale - Sportiva</description>
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		<title>APPELLO AL POPOLO SICILIANO CONTRO LA CENSURA</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 04:12:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Castriciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Appello al popolo Siciliano : &#160; Mercoledì 25 Gennaio 2012 ero a Palermo ed ho partecipato alla più grande manifestazione del popolo Siciliano da quando esistela RepubblicaItaliana, c’erano più di 12 mila persone a Palermo e nessuna tv nazionale soltanto rai 3 Sicilia e qualche emittente siciliana ( di cui alcune  web ) . Guardate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Appello al popolo Siciliano :</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="lightbox" href="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2012/01/siciliani...jpg"><img class="alignleft  wp-image-1593" src="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2012/01/siciliani..-300x200.jpg" alt="" width="247" height="165" /></a>Mercoledì 25 Gennaio 2012 ero a Palermo ed ho partecipato alla più grande manifestazione del popolo Siciliano da quando esistela RepubblicaItaliana, c’erano più di 12 mila persone a Palermo e nessuna tv nazionale soltanto rai 3 Sicilia e qualche emittente siciliana ( di cui alcune  web ) . Guardate questo video fatto dalla giornalista di Servizio Pubblico programma di  Santoro. Guardate cosa dice la gente sullo Statuto Siciliano, E’LA VERITA’!!! TUTTO IL POPOLO SICILIANO DEVE SAPERE.</p>
<p style="text-align: justify">C’è in atto una censura nazionale affinché i siciliani non sappiano!!!  </p>
<p style="text-align: justify">Non dobbiamo sapere che lo Statuto volutamente non  viene applicato da 65 anni, e quindila Costituzione.Nondobbiamo sapere che da 65 anni vengono calpestati i nostri diritti.</p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify">Fate girare questo video affinché tutti i Siciliani sappiano!!!</p>
<p> <a href="http://youtu.be/baDhZOuKH0A?t=12m18s">http://youtu.be/baDhZOuKH0A?t=12m18s</a></p>
<p> ANTUDO.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un duplice flagello: Il terremoto del 1908 e il Governo Italiano.</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 19:54:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Castriciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’indagine giudiziaria contro Giacomo Longo, autore del libro pubblicato nel 1911 per denunciare al Re l’operato del Generale Mazza e del Governo Giolitti     UN DUPLICE FLAGELLO: Il terremoto del 1908 e il Governo Italiano   Notizie tratte dal fascicolo del Fondo Prefettura conservato presso l’Archivio di Stato di Messina Giacomo Longo “Dedico alla insipienza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">L’indagine giudiziaria contro Giacomo Longo,</p>
<p align="center">autore del libro pubblicato nel 1911 per denunciare al Re</p>
<p align="center">l’operato del Generale Mazza e del Governo Giolitti  </p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center">UN DUPLICE FLAGELLO:</p>
<p align="center">Il terremoto del 1908 e il Governo Italiano</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center">Notizie tratte dal fascicolo del Fondo Prefettura conservato presso l’Archivio di Stato di Messina</p>
<p align="center"><img src="http://www.messinaierieoggi.it/images/stories/giacomo%20longo.jpg" alt="" border="0" /></p>
<p align="center">Giacomo Longo</p>
<p align="justify">“Dedico alla insipienza e alla inettezza del Governo Italiano tutto l’odio mio; ed al generale Mazza, gli scatti impetuosi di una eterna maledizione. Da lui, all’ultimo della sua stirpe sciagurata, passi sempre severa, sempre tremenda, l’eco disperata dell’ultima parola dei miei fratelli di sventura, sepolti sotto le rovine di una illustre città.</p>
<p align="justify">Al suo cuore, ritratto singolare del cuore di Giolitti, dedico a perenne supplizio il gemito straziante e l’agonia lenta di centinaia e centinaia di feriti lasciati morire sulla banchina del porto; e possano le inulte ombre di tanti assassinati, tormentare senza posa i suoi sonni.</p>
<p align="justify">Ai diecimila uomini di truppa, venuti in mezzo a noi in pieno assetto di guerra, e per costituire il vero disastro – giacché il 28 dicembre 1908 rispetto a loro non fu che un momento di sventura – io dedico il ricordo vergognoso della loro opera vandalica […].</p>
<p align="justify">A S. M. Vittorio Emanuele III dedico la mia protesta, rispettosa sì, ma sincera, sentita e solenne.  Considerate o Sire, l’opera infruttuoso del Vostro Governo […].</p>
<p align="justify">A voi, onorevole Giolitti, dedico la nostra gioia e il nostro conforto per non avervi fin qui veduto”.</p>
<p align="justify"> E’ con queste parole che Giacomo Longo inizia la prefazione al suo libro “Un Duplice flagello: il terremoto del 1908 e il Governo Italiano”, testo alquanto raro, che verrà prossimamente ridato alle stampe per tornare ad essere testimonianza civile dei tristi fatti che seguirono la sciagura del tremendo sisma.</p>
<p align="justify">                                                                                                               <img src="http://www.messinaierieoggi.it/images/stories/ten.%20generale%20f.%20mazza.png" alt="" border="0" /></p>
<p align="center"><strong>                                 Ten.Gen. F. Mazza</strong> </p>
<p align="justify">Parole, dure, piene di rancore e risentimento nei confronti di un Governo e del suo più “duro” rappresentante, il Regio Commissario Tenente Generale Francesco Mazza, colpevole di omissioni e inettitudine, nei confronti delle popolazioni bisognose di soccorso, e di negligenza mostrata nell’amministrazione degli aiuti umanitari ricevuti da ogni parte del mondo.</p>
<p align="justify">Nell’intento di invocare il sovrano intervento di Vittorio Emanuele e della Regina Elena, a difesa delle ingiustizie subite dai superstiti e a garanzia che gli aiuti offerti da tante nazioni come la Russia, l’America, la Francia e la Germania fossero ben impiegati, Giacomo Longo, un comune cittadino abitante nel borgo di Torre Faro, si era prodigato nella stesura di un libro che potesse costituire, nelle mani del Re, la prova inconfutabile per denunciare pubblicamente l’operato del Generale Mazza, autore dello Stato d’Assedio proclamato il 4 gennaio 1909,  e del Governo Giolitti.</p>
<p align="justify">Fu per tale motivo che, una volta realizzato e stampato il suo “capolavoro” presso la tipografia Arti grafiche La Sicilia di Carlo Magno a Messina, Giacomo Longo si preoccupò di darne la maggiore diffusione possibile nel timore di una probabile censura da parte delle autorità, dato il contenuto altamente accusatorio nei confronti del Governo, reo di non aver saputo gestire l’emergenza e, ancor più, di aver abusato dei propri poteri contro le vittime della più grande catastrofe della storia.</p>
<p align="justify">A maggiore garanzia che la denuncia sortisse gli effetti desiderati, Longo si premurò di inviarne due copie al Re, una alla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Messina e un numero non definito di copie a persone a lui note, emigrate in diverse città italiane e di Paesi europei e d’oltre mare.</p>
<p align="justify">Con tale gesto, egli dimostrava di non temere affatto il pericolo di subire querele per diffamazione, né denunzie da parte delle autorità governative, anzi lanciava senza timore la sfida di poter essere chiamato al banco degli imputati per dar voce a quanto scritto  e documentato nel suo libro.</p>
<p align="justify">Ma come reagì l’Autorità Governativa alle gravi accuse mosse da un comune cittadino, in un periodo storico in cui la censura non consentiva fughe di notizie che potessero compromettere, in modo diffamatorio, l’immagine del Paese agli occhi del mondo?</p>
<p align="justify">La notizia della pubblicazione del libro venne di fatto annunciata nell’edizione di sabato 13 aprile 1911 da un solo giornale minore locale chiamato Il Risveglio che, a differenza della Gazzetta che non fornì alcuna notizia in merito, riportava con molto risalto l’opera coraggiosa di Giacomo Longo:</p>
<p align="justify">“DUPLICE FLAGELLO. Questo è il titolo di un grosso volume pubblicato a cura del Sig. Giacomo Longo, ove sono messi nella loro vera luce tutti i fatti scandalosi che nello scompiglio del disastro furono compiuti da eroi collocati sotto la protezione e col nulla osta del Generale Mazza  e del Governo d’Italia.</p>
<p align="justify">Il libro è pieno di verità controllate, che bisogna leggere per conoscere se non altro quale scempio si sia fatto della carità pervenutaci dall’estero.</p>
<p align="justify">All’autore la nostra lode, ai critici inverecondi non rispondiamo”. [Il Risveglio, 13 aprile 1911]</p>
<p align="justify">In tempi brevissimi, il Procuratore Generale del Re, Cav. Ragazzoni, ne informò il Ministro dell’Interno il quale, nel prendere atto della comunicazione ricevuta, invitò la competente Autorità giudiziaria locale ad una oculata vigilanza, in accordo con l’Autorità politica, affinché “niun inconveniente venga a deplorarsi”.</p>
<p align="justify">Ricevuta tale raccomandazione, il 21 aprile 1911 il Procuratore Generale si premurò di inviare una lettera riservata al Prefetto di Messina in cui, dopo aver relazionato sul parere del Ministro, esprimeva la propria opinione sul da farsi: in riferimento alla legge del 28 giugno 1906 n° 278 e alle sentenze emesse dal Procuratore di Cagliari in un precedente analogo caso, non era possibile impedire la diffusione del libro, salvo ordini contrari. Sottolineava altresì, che il costo elevato del libro pari a £. 4 non avrebbe comunque consentito una vasta diffusione.</p>
<p align="justify">Al Prefetto non restava quindi che allertare la Questura ed avviare le indagini necessarie a fornire utili informazioni in merito alla figura dello spregiudicato autore dell’opera.</p>
<p align="justify">Il 30 aprile 1911, il Questore di Messina era già nelle condizioni di poter riferire al Prefetto.</p>
<p align="justify">Chi aveva raccolto le informazioni non era certamente immune da un atteggiamento pregiudizievole nei confronti della vicenda. Bisognava trovare elementi che consentissero di screditare i protagonisti del grave atto denigratorio nei confronti del Governo Italiano.</p>
<p align="justify">Dalle “diligenti investigazioni” eseguite dal Delegato di Pubblica Sicurezza Attilio Stagni, dal Delegato Signor Cortisano e dal Maresciallo Di Ciuccio, risultò quanto segue:</p>
<p align="justify">“Uniformemente alle richieste verbali fatte dalla S. V. Ill.ma [sono state svolte] le indagini atte a stabilire ed accertare il vero autore del libello intitolato “Un duplice flagello” la cui pubblicazione è comparsa sotto il nome di Giacomo Longo di anni 35, fu Francesco e di Francesca Bonanzinca, da Torre Faro.</p>
<p align="justify">Anzitutto si accennerà a brevi linee chi è il firmatario di tale opuscolo, quale le sue attitudini e coltura, i suoi legami, il suo passato per dimostrare come in effetti il Longo non sia che un prestanome. Il Longo ebbe bassissimi natali; studiò fino alla terza elementare e non potè migliorare la sua coltura perché gravato di una malattia agli occhi. Il Longo nelle sua vita si è rivelato di animo volgare, aggressivo e prepotente e in forza di tale carattere è riuscito nella pacifica contrada di Torre Faro ad essere temuto.</p>
<p align="justify">Egli infatti vive di espedienti facendo l’affarista e spillando per questo o quell’affare denaro dalla classe marinareccia. Il Longo fu sotto processo per diffamazione, per furto di vino e ricettazione in danno di un certo Fumia, già delegato municipale, perito nel disastro tellurico del 28 dicembre ‘908. Non ha occupazione alcuna però vive bene e veste bene. Il Longo è parente del notissimo strillone inteso “l’Orbo”. Il Longo ha altresì mostrato idee socialiste e molto tempo prima del disastro tentò di costituire una cooperativa tra i marinai di Torre Faro e Ganzirri, che non attecchì.</p>
<p align="justify">Circa quattro o cinque mesi orsono circolò a Torre Faro e a Ganzirri un manoscritto dattiloscritto a firma di Giacomo Longo.</p>
<p align="justify">In esso si esponevano cronologicamente dei fatti poco onorifici a carico dei militari qua convenuti pel disastro del 1908 e di autorità, facendo i nomi del Generale Mazza, del Comm. Trinchera, del Cav. De Bernardines e dell’Ingegnere Capo del Comune Simonetti.[…]</p>
<p align="justify">Essendo cieco, dettò tutte le minute ad alcuni giovanotti del paese che vennero poi rivedute e corrette dal Sacerdote prof. Giovanni Scarfì insegnante di lingue presso il locale Seminario. Il  materiale è stato fornito al Longo da molti naturali della vicina Ganzirri – Torre Faro, da messinesi e in parte dalla lettura dei giornali..</p>
<p align="justify">Le spese per la pubblicazione furono sostenute da persone del luogo che furono indotte ad acquistare azioni da £. 25 così da racimolare £. 1.000 che in varie riprese versò al tipografo Magno al quale firmò alcune cambialette.</p>
<p align="justify">Quasi tutti acquistarono a malincuore le suddette azioni perché tutti temevano il Longo essendo questo un intrigante temerario e capace di ogni falsa denuncia presso le diverse autorità.</p>
<p align="justify">Questa prima edizione consta di 2.000 volumi di cui circa 100 furono già spediti in America. […]</p>
<p align="justify">Nel volume doveva comparire pubblicato anche un capitolo contro il Papa ed in difesa del vescovo D’Arrigo, in non buoni rapporti con la Santa Sede; ma è stato soppresso, dietro mandato del vescovo per inframmettenza del Canonico Bruno.</p>
<p align="justify">Il Longo, prima di pubblicare il volume si è consultato con l’avvocato Baratta.</p>
<p align="justify">Segue a questo punto un dettagliato rapporto sul tipografo Magno e sul numero di copie spedite in Italia e all’estero, nonché dei nomi degli azionisti che contribuirono con £. 25 alla stampa del libro:</p>
<p align="justify">[…] Il Magno è massone non gode di buona reputazione tra gli stessi compagni tanto che i più propendono a volerlo espellere dalle proprie file essendo ritenuto una spia dei gesuiti […]. Il libro del Longo è stato richiesto dai compaesani residenti all’estero e da quasi tutti i librai nazionali ai quali si è rivolto in precedenza con circolare.</p>
<p align="justify">Nel frattempo, il Ministro dell’Interno, inviava al Prefetto di Messina una nota nella quale, nell’informare l’Autorità Governativa locale della spedizione da parte di Longo delle due copie del volume indirizzate ai Sovrani, ne richiedeva un parere, considerato il tono polemico dell’opera, al fine di dare giusto seguito all’omaggio ricevuto.</p>
<p align="justify">Nuove informazioni intanto venivano prese sulla vicenda che andavano a rinfoltire il fascicolo aperto sul conto di Giacomo Longo:</p>
<p align="justify">[…] Mi risulta che terminata la scritturazione, l’opuscolo venne affidato al sacerdote Giovanni Scarfì, professore del Seminario, per la dovuta correzione. Mi risulta inoltre che il gesuita padre Calvi, persona ritenuta molto intelligente, abbia preso parte scrivendo anche egli qualche cosa e ciò non è da mettersi in dubbio perché nel libro si doveva pubblicare un capitolo contrario al Papa e non si è pubblicato; ad avvalorare tale affermazione sono in grado di dire che l’Arcivescovo D’Arrigo ha pagato £. 90 al tipografo Magno per il lavoro che aveva già eseguito e £. 150 al Longo per autorizzare a togliere quel capitolo. Il Longo ha spedito due copie al Re e alla Regina d’Italia e ai Ministri di Francia, Inghilterra e America. Firmato Brigadiere Donato. </p>
<p align="justify">Completata la raccolta di informazioni, il Prefetto Angelo Buganza fu nelle condizioni di inviare il 16 Maggio al Ministro degli Interni una dettagliata relazione sulle indagini svolte e, nel rassicurare che la stampa locale, ad eccezione di un “giornaletto locale”, non aveva dato alcuna risonanza alla pubblicazione, suggerì di non dar seguito alla denuncia al fine di non fornire al libro “quella rèclame che il compilatore brama ed invoca”.</p>
<p align="justify">In conseguenza a ciò, con nota del 17 maggio 1911, il Ministro chiese al Prefetto di restituire al Longo le copie inviate al Re accompagnandole con una comunicazione che ritenesse più opportuna.</p>
<p align="justify">Nel ricevere da parte del Capo di Gabinetto del Ministro parere favorevole sulla linea suggerita da seguire, il Prefetto Buganza diede ordine immediato al Sindaco di provvedere alla restituzione delle copie del libro.</p>
<p align="justify">E così che, nella giornata del 28 maggio, Giacomo Longo, tra lo sconcerto e lo sconforto più amaro si vide recapitare, dal delegato comunale direttamente a casa, le copie che, in nome del popolo messinese, nella speranza di ricevere giustizia aveva inviato al Re Vittorio Emanuele e all’amata Regina Elena.</p>
<p align="justify">Fu come dire: “Il Re vi ringrazia per il pensiero che avete avuto nell’inviare questa vostra opera, ma a Sua Maestà non interessa”.</p>
<p align="center">Vincenzo Caruso</p>
<p align="center">    fonte : <a href="http://www.messinaierioggi.it">www.messinaierioggi.it</a> </p>
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		<title>Ennesima alluvione a Messina&#8230;e la Sicilia abbandonata</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 16:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Castriciano</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a rel="lightbox" href="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/11/391718_2687802643551_1510980860_32862580_89714759_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1497" src="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/11/391718_2687802643551_1510980860_32862580_89714759_n-300x182.jpg" alt="" width="300" height="182" /></a>Ieri purtroppo si è verificato di nuovo, una terribile alluvione si è abbattuta sulla provincia di Messina, per l&#8217;esattezza a Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo, Saponara e centri limitrofi. Sono caduti circa 400 mm di acqua una cifra spropositata in un breve periodo di tempo. Purtroppo ci sono stati 3  morti, città in ginocchio e fango da per tutto, ponti distrutti e territori sconvolti. Notiamo ancora una volta come l&#8217;Italia abbia dimenticato queste terra o non se ne curi se non per uno sfruttamento economico che dura da molto, troppo tempo. Governo inesistente, Mass media silenziosi, giornali che non ne parlano in maniera giusta e raccolta fondi che non si vede&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Siamo alle solite, è fa sempre più male. La gente esasperata vede il vuoto intorno, ancora a Giampilieri, Altolia, Scaletta, Pezzolo e San fratello aspettano fondi dallo Stato Italiano che dopo due anni ancora non sono arrivati&#8230;VERGOGNA ITALIA, e adesso Un&#8217;ennesima sciagura colpisce la provincia di Messina. Quella provincia che dovra subire un ponte inutile sotto un suolo che sta franando&#8230;..</p>
<p style="text-align: justify">Ma quale stato può avere una politica così miope da fare solo gli interessi di poche lobby a danno di un&#8217;intero popolo che vuole vivere dignitosamente la sua provincia, la sua Isola..??? Uno stato che abbandona la gente in mezzo al fango solo per essere siciliani, uno stato che si chiama Italia..</p>
<p style="text-align: justify">aiutiamoci noi, noi siciliani siamo un popolo, raccogliamoci e affrontiamo questa nuova disgrazia che ci colpisce, ma non dimentichiamo chi ci ricorda ed impone tasse che ci dissanguano, ma che quando abbiamo bisogno di aiuto si gira da l&#8217;altro lato&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify">La nostra associazione si sta organizzando per una raccolta fondi, per gli alluvionati più avanti vi illustremo come aiutare i nostri fratelli con una piccola offerta.</p>
<p><a rel="lightbox" href="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/11/aiuti-a-bpg.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1496" src="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/11/aiuti-a-bpg-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Statuto Fest ( manifestazione per la divulgazione dei diritti dei Siciliani)</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 15:32:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Castriciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 13 novembre 2011 a Palermo piazza Ruggero Settimo si è svolta la manifestazione statuto fest, organizzata dal comitato &#8220;la Sicilia e i siciliani per lo Statuto&#8221;. Lo scopo della manifestazione era quello di diffondere e far conoscere lo statuto di autonomia al popolo siciliano, parte integrante della costituzione italiana ma mai applicato interamente. Questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="lightbox" href="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/11/STATUTO-FEST.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1485" src="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/11/STATUTO-FEST-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Domenica 13 novembre 2011 a Palermo piazza Ruggero Settimo si è svolta la manifestazione statuto fest, organizzata dal comitato &#8220;la Sicilia e i siciliani per lo Statuto&#8221;. Lo scopo della manifestazione era quello di diffondere e far conoscere lo statuto di autonomia al popolo siciliano, parte integrante della costituzione italiana ma mai applicato interamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa manifestazione segue quelle già organizzate sotto forma di cortei sia a Palermo 30 ottobre 2010, sia a Catania 30 aprile del 2011. In quest&#8217;occasione si è preferito piuttosto che fare un corteo organizzare un piccolo villaggio composto da gazebi in cui venivano spiegati i vari articoli dello statuto, i diritti negati ai siciliani e le ingiustizie economiche perpetrate a danno del popolo siciliano dallo Stato italiano. Insieme ai gazebi sullo statuto vi erano altri dedicati alla cultura e tradizione siciliana, ai prodotti tipici, artigianato, alle associazioni impegnate sul territorio, c&#8217;era un ring dove si sono tenuti spettacoli di arti marziali e dibattiti sullo statuto e la sua applicazione con l&#8217;intervento del professore di economia Massimo Costa, il quale ha spiegato in maniera molto chiara la necessità e le motivazioni della nascita dello statuto e della sua applicazione come sacrosanto diritto del popolo siciliano. Nel pomeriggio vi sono state esibizioni di gruppi musicali e artisti dello spettacolo con la partecipazione straordinaria di Maria Grazia Cucinotta che ha aderito al comitato firmando anche la petizione all&#8217;unione europea per l&#8217;applicazione integrale dello statuto d&#8217;autonomia della regione siciliana. All&#8217;evento ha preso parte anche l&#8217;assessore all&#8217;economia Armao il quale ha potuto constatare come il popolo siciliano chiede a gran voce e si renda conto sempre di più della necessità dell&#8217;applicazione dello statuto, in particolar modo in questo periodo storico in cui l&#8217;Italia è destinata inesorabilmente al collasso economico e finanziario.</p>
<p style="text-align: justify;">I partecipanti alla manifestazione e la sua organizzazione provengono da ogni parte della Sicilia (vi sono comitati a Palermo,Messina, Catania, Agrigento, Siracusa e in molte altre città siciliane) hanno potuto constatare come vi sia stata una buona partecipazione di pubblico, molti cittadini interessati alle tematiche statutarie ed a quelle economiche ma la cosa che colpisce e che dà una spinta ancora più consistente alle attività del comitato e la sorpresa della gente comune nel venire a conoscenza delle condizioni coloniali in cui versa la Sicilia, in particolar modo nel settore energetico in cui la nostre isola è produttore (petrolio, elettricità, gas) ma allo stesso tempo come utilizzatore finale paga le tariffe più alte d&#8217;Italia che non consentiranno mai alla Sicilia la possibilità di uno sviluppo economico.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcosa sta cambiando, il popolo siciliano inizi ad aprire gli occhi e le istituzioni sembrano non essere più indifferenti, questo anche può essere dovuto al fatto che il fallimento economico dell&#8217;Italia si avvicina e la classe dirigente siciliana non avendo più la possibilità di ricevere prebende dalle lobby romano-padane sia costretta a difendere ed a volere l&#8217;applicazione dello statuto siciliano. I siciliani non devono dimenticare che questa classe politica sempre servile ai poteri forti contro il proprio territorio dovrà far parte di un passato misero nel nome di un futuro migliore. Oggi il ruolo principale spetta al popolo che avrà il coraggioso compito di difendere tutelare e far applicare i diritti negati al popolo siciliano che hanno un nome ed un cognome: STATUTO D&#8217;AUTONOMIA DELLA REGIONE SICILIANA.</p>
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		<title>Messina città invivibile&#8230;.i cittadini hanno il dovere di riflettere&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 18:48:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Castriciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel rapporto annuale di Legambiente uscito qualche giorno fa la città di Messina risulta la penultima per vivibilità tra le 15 città italiane , agli ultimi posti anche Palermo e Catania. La cosa grave è che molti dati non sono stati comunicati dalla città di Messina come per esempio i trasporti pubblici, il livello di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/10/messina-degrado.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1461" src="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/10/messina-degrado-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Nel rapporto annuale di Legambiente uscito qualche giorno fa la città di Messina risulta la penultima per vivibilità tra le 15 città italiane , agli ultimi posti anche Palermo e Catania. La cosa grave è che molti dati non sono stati comunicati dalla città di Messina come per esempio i trasporti pubblici, il livello di inquinamento dell&#8217;aria, gli impianti solari fotovoltaici istallati su edifici di proprietà municipale. Riguardo invece i dati comunicati da parte di comune e provincia c&#8217;è da rabbrividire, non esistono isole pedonali, il verde pubblico è quasi inesistente, il servizio di trasporto pubblico in via d’estinzione e la cementificazione è selvaggia.</p>
<p>Insomma la città di Messina è in ginocchio, ormai diventata una città invivibile sia dal punto di vista ambientale sia dal punto di vista lavorativo ed economico.</p>
<p>Dopo questa piccola riflessione la domanda nasce spontanea, chi sono i responsabili o il principale responsabile di questa situazione?<br />
Credo che questa domanda debba farsela ogni cittadino di Messina, le responsabilità di quest’ amministrazione e di quelle passate sono immense, hanno ridotto questa città in condizioni pietose e loro vivono di privilegi alle spalle dei cittadini. Il sindaco di Messina Buzzanca in prima persona deve rispondere di questa condizione, di questo degrado in cui è sprofondata la città, deve rispondere a dei cittadini incazzati, esasperati, stanchi di dare consenso a una classe politica che si è dimostrata negli anni vergognosa. Queste mie riflessioni non sono dirette ai politicanti ma ai messinesi, la partitocrazia che ci ha amministrato in tanti anni si è dimostra incapace e corrotta e noi abbiamo oggi il dovere e il diritto di ripudiarla, cercando un sistema diverso di amministrazione del nostro territorio. Alle prossime elezioni dobbiamo ricordarci di questi uomini di questi individui di questi politicanti che hanno rovinato e distrutto la nostra meravigliosa città. Questo non riguarda soltanto la città di Messina ma anche l&#8217;intera isola, un nuovo sistema di sviluppo è possibile ma dobbiamo allontanare, rifiutare, cancellare il sistema partitocratico italiano e gli uomini che nel nostro territorio lo rappresentano. Il cittadino deve fare politica direttamente, partecipare alla vita pubblica, e perché no? creare liste civiche in cui contrapporsi a questi uomini di malaffare. La Sicilia ha bisogno di una rivoluzione culturale, ed ognuno di noi può dare il suo contributo, per il nostro presente ma soprattutto per il nostro futuro, nostro e dei nostri figli.</p>
<p>La Sicilia deve tornare in mano ai Siciliani&#8230;.</p>
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