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	<title>Associazione Culturale - Sportiva Voras Zancle - Messina &#187; sicilia indipendente</title>
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		<title>APPELLO AL POPOLO SICILIANO CONTRO LA CENSURA</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 04:12:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Castriciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Appello al popolo Siciliano : &#160; Mercoledì 25 Gennaio 2012 ero a Palermo ed ho partecipato alla più grande manifestazione del popolo Siciliano da quando esistela RepubblicaItaliana, c’erano più di 12 mila persone a Palermo e nessuna tv nazionale soltanto rai 3 Sicilia e qualche emittente siciliana ( di cui alcune  web ) . Guardate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Appello al popolo Siciliano :</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="lightbox" href="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2012/01/siciliani...jpg"><img class="alignleft  wp-image-1593" src="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2012/01/siciliani..-300x200.jpg" alt="" width="247" height="165" /></a>Mercoledì 25 Gennaio 2012 ero a Palermo ed ho partecipato alla più grande manifestazione del popolo Siciliano da quando esistela RepubblicaItaliana, c’erano più di 12 mila persone a Palermo e nessuna tv nazionale soltanto rai 3 Sicilia e qualche emittente siciliana ( di cui alcune  web ) . Guardate questo video fatto dalla giornalista di Servizio Pubblico programma di  Santoro. Guardate cosa dice la gente sullo Statuto Siciliano, E’LA VERITA’!!! TUTTO IL POPOLO SICILIANO DEVE SAPERE.</p>
<p style="text-align: justify">C’è in atto una censura nazionale affinché i siciliani non sappiano!!!  </p>
<p style="text-align: justify">Non dobbiamo sapere che lo Statuto volutamente non  viene applicato da 65 anni, e quindila Costituzione.Nondobbiamo sapere che da 65 anni vengono calpestati i nostri diritti.</p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify">Fate girare questo video affinché tutti i Siciliani sappiano!!!</p>
<p> <a href="http://youtu.be/baDhZOuKH0A?t=12m18s">http://youtu.be/baDhZOuKH0A?t=12m18s</a></p>
<p> ANTUDO.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un duplice flagello: Il terremoto del 1908 e il Governo Italiano.</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 19:54:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Castriciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’indagine giudiziaria contro Giacomo Longo, autore del libro pubblicato nel 1911 per denunciare al Re l’operato del Generale Mazza e del Governo Giolitti     UN DUPLICE FLAGELLO: Il terremoto del 1908 e il Governo Italiano   Notizie tratte dal fascicolo del Fondo Prefettura conservato presso l’Archivio di Stato di Messina Giacomo Longo “Dedico alla insipienza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">L’indagine giudiziaria contro Giacomo Longo,</p>
<p align="center">autore del libro pubblicato nel 1911 per denunciare al Re</p>
<p align="center">l’operato del Generale Mazza e del Governo Giolitti  </p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center">UN DUPLICE FLAGELLO:</p>
<p align="center">Il terremoto del 1908 e il Governo Italiano</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center">Notizie tratte dal fascicolo del Fondo Prefettura conservato presso l’Archivio di Stato di Messina</p>
<p align="center"><img src="http://www.messinaierieoggi.it/images/stories/giacomo%20longo.jpg" alt="" border="0" /></p>
<p align="center">Giacomo Longo</p>
<p align="justify">“Dedico alla insipienza e alla inettezza del Governo Italiano tutto l’odio mio; ed al generale Mazza, gli scatti impetuosi di una eterna maledizione. Da lui, all’ultimo della sua stirpe sciagurata, passi sempre severa, sempre tremenda, l’eco disperata dell’ultima parola dei miei fratelli di sventura, sepolti sotto le rovine di una illustre città.</p>
<p align="justify">Al suo cuore, ritratto singolare del cuore di Giolitti, dedico a perenne supplizio il gemito straziante e l’agonia lenta di centinaia e centinaia di feriti lasciati morire sulla banchina del porto; e possano le inulte ombre di tanti assassinati, tormentare senza posa i suoi sonni.</p>
<p align="justify">Ai diecimila uomini di truppa, venuti in mezzo a noi in pieno assetto di guerra, e per costituire il vero disastro – giacché il 28 dicembre 1908 rispetto a loro non fu che un momento di sventura – io dedico il ricordo vergognoso della loro opera vandalica […].</p>
<p align="justify">A S. M. Vittorio Emanuele III dedico la mia protesta, rispettosa sì, ma sincera, sentita e solenne.  Considerate o Sire, l’opera infruttuoso del Vostro Governo […].</p>
<p align="justify">A voi, onorevole Giolitti, dedico la nostra gioia e il nostro conforto per non avervi fin qui veduto”.</p>
<p align="justify"> E’ con queste parole che Giacomo Longo inizia la prefazione al suo libro “Un Duplice flagello: il terremoto del 1908 e il Governo Italiano”, testo alquanto raro, che verrà prossimamente ridato alle stampe per tornare ad essere testimonianza civile dei tristi fatti che seguirono la sciagura del tremendo sisma.</p>
<p align="justify">                                                                                                               <img src="http://www.messinaierieoggi.it/images/stories/ten.%20generale%20f.%20mazza.png" alt="" border="0" /></p>
<p align="center"><strong>                                 Ten.Gen. F. Mazza</strong> </p>
<p align="justify">Parole, dure, piene di rancore e risentimento nei confronti di un Governo e del suo più “duro” rappresentante, il Regio Commissario Tenente Generale Francesco Mazza, colpevole di omissioni e inettitudine, nei confronti delle popolazioni bisognose di soccorso, e di negligenza mostrata nell’amministrazione degli aiuti umanitari ricevuti da ogni parte del mondo.</p>
<p align="justify">Nell’intento di invocare il sovrano intervento di Vittorio Emanuele e della Regina Elena, a difesa delle ingiustizie subite dai superstiti e a garanzia che gli aiuti offerti da tante nazioni come la Russia, l’America, la Francia e la Germania fossero ben impiegati, Giacomo Longo, un comune cittadino abitante nel borgo di Torre Faro, si era prodigato nella stesura di un libro che potesse costituire, nelle mani del Re, la prova inconfutabile per denunciare pubblicamente l’operato del Generale Mazza, autore dello Stato d’Assedio proclamato il 4 gennaio 1909,  e del Governo Giolitti.</p>
<p align="justify">Fu per tale motivo che, una volta realizzato e stampato il suo “capolavoro” presso la tipografia Arti grafiche La Sicilia di Carlo Magno a Messina, Giacomo Longo si preoccupò di darne la maggiore diffusione possibile nel timore di una probabile censura da parte delle autorità, dato il contenuto altamente accusatorio nei confronti del Governo, reo di non aver saputo gestire l’emergenza e, ancor più, di aver abusato dei propri poteri contro le vittime della più grande catastrofe della storia.</p>
<p align="justify">A maggiore garanzia che la denuncia sortisse gli effetti desiderati, Longo si premurò di inviarne due copie al Re, una alla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Messina e un numero non definito di copie a persone a lui note, emigrate in diverse città italiane e di Paesi europei e d’oltre mare.</p>
<p align="justify">Con tale gesto, egli dimostrava di non temere affatto il pericolo di subire querele per diffamazione, né denunzie da parte delle autorità governative, anzi lanciava senza timore la sfida di poter essere chiamato al banco degli imputati per dar voce a quanto scritto  e documentato nel suo libro.</p>
<p align="justify">Ma come reagì l’Autorità Governativa alle gravi accuse mosse da un comune cittadino, in un periodo storico in cui la censura non consentiva fughe di notizie che potessero compromettere, in modo diffamatorio, l’immagine del Paese agli occhi del mondo?</p>
<p align="justify">La notizia della pubblicazione del libro venne di fatto annunciata nell’edizione di sabato 13 aprile 1911 da un solo giornale minore locale chiamato Il Risveglio che, a differenza della Gazzetta che non fornì alcuna notizia in merito, riportava con molto risalto l’opera coraggiosa di Giacomo Longo:</p>
<p align="justify">“DUPLICE FLAGELLO. Questo è il titolo di un grosso volume pubblicato a cura del Sig. Giacomo Longo, ove sono messi nella loro vera luce tutti i fatti scandalosi che nello scompiglio del disastro furono compiuti da eroi collocati sotto la protezione e col nulla osta del Generale Mazza  e del Governo d’Italia.</p>
<p align="justify">Il libro è pieno di verità controllate, che bisogna leggere per conoscere se non altro quale scempio si sia fatto della carità pervenutaci dall’estero.</p>
<p align="justify">All’autore la nostra lode, ai critici inverecondi non rispondiamo”. [Il Risveglio, 13 aprile 1911]</p>
<p align="justify">In tempi brevissimi, il Procuratore Generale del Re, Cav. Ragazzoni, ne informò il Ministro dell’Interno il quale, nel prendere atto della comunicazione ricevuta, invitò la competente Autorità giudiziaria locale ad una oculata vigilanza, in accordo con l’Autorità politica, affinché “niun inconveniente venga a deplorarsi”.</p>
<p align="justify">Ricevuta tale raccomandazione, il 21 aprile 1911 il Procuratore Generale si premurò di inviare una lettera riservata al Prefetto di Messina in cui, dopo aver relazionato sul parere del Ministro, esprimeva la propria opinione sul da farsi: in riferimento alla legge del 28 giugno 1906 n° 278 e alle sentenze emesse dal Procuratore di Cagliari in un precedente analogo caso, non era possibile impedire la diffusione del libro, salvo ordini contrari. Sottolineava altresì, che il costo elevato del libro pari a £. 4 non avrebbe comunque consentito una vasta diffusione.</p>
<p align="justify">Al Prefetto non restava quindi che allertare la Questura ed avviare le indagini necessarie a fornire utili informazioni in merito alla figura dello spregiudicato autore dell’opera.</p>
<p align="justify">Il 30 aprile 1911, il Questore di Messina era già nelle condizioni di poter riferire al Prefetto.</p>
<p align="justify">Chi aveva raccolto le informazioni non era certamente immune da un atteggiamento pregiudizievole nei confronti della vicenda. Bisognava trovare elementi che consentissero di screditare i protagonisti del grave atto denigratorio nei confronti del Governo Italiano.</p>
<p align="justify">Dalle “diligenti investigazioni” eseguite dal Delegato di Pubblica Sicurezza Attilio Stagni, dal Delegato Signor Cortisano e dal Maresciallo Di Ciuccio, risultò quanto segue:</p>
<p align="justify">“Uniformemente alle richieste verbali fatte dalla S. V. Ill.ma [sono state svolte] le indagini atte a stabilire ed accertare il vero autore del libello intitolato “Un duplice flagello” la cui pubblicazione è comparsa sotto il nome di Giacomo Longo di anni 35, fu Francesco e di Francesca Bonanzinca, da Torre Faro.</p>
<p align="justify">Anzitutto si accennerà a brevi linee chi è il firmatario di tale opuscolo, quale le sue attitudini e coltura, i suoi legami, il suo passato per dimostrare come in effetti il Longo non sia che un prestanome. Il Longo ebbe bassissimi natali; studiò fino alla terza elementare e non potè migliorare la sua coltura perché gravato di una malattia agli occhi. Il Longo nelle sua vita si è rivelato di animo volgare, aggressivo e prepotente e in forza di tale carattere è riuscito nella pacifica contrada di Torre Faro ad essere temuto.</p>
<p align="justify">Egli infatti vive di espedienti facendo l’affarista e spillando per questo o quell’affare denaro dalla classe marinareccia. Il Longo fu sotto processo per diffamazione, per furto di vino e ricettazione in danno di un certo Fumia, già delegato municipale, perito nel disastro tellurico del 28 dicembre ‘908. Non ha occupazione alcuna però vive bene e veste bene. Il Longo è parente del notissimo strillone inteso “l’Orbo”. Il Longo ha altresì mostrato idee socialiste e molto tempo prima del disastro tentò di costituire una cooperativa tra i marinai di Torre Faro e Ganzirri, che non attecchì.</p>
<p align="justify">Circa quattro o cinque mesi orsono circolò a Torre Faro e a Ganzirri un manoscritto dattiloscritto a firma di Giacomo Longo.</p>
<p align="justify">In esso si esponevano cronologicamente dei fatti poco onorifici a carico dei militari qua convenuti pel disastro del 1908 e di autorità, facendo i nomi del Generale Mazza, del Comm. Trinchera, del Cav. De Bernardines e dell’Ingegnere Capo del Comune Simonetti.[…]</p>
<p align="justify">Essendo cieco, dettò tutte le minute ad alcuni giovanotti del paese che vennero poi rivedute e corrette dal Sacerdote prof. Giovanni Scarfì insegnante di lingue presso il locale Seminario. Il  materiale è stato fornito al Longo da molti naturali della vicina Ganzirri – Torre Faro, da messinesi e in parte dalla lettura dei giornali..</p>
<p align="justify">Le spese per la pubblicazione furono sostenute da persone del luogo che furono indotte ad acquistare azioni da £. 25 così da racimolare £. 1.000 che in varie riprese versò al tipografo Magno al quale firmò alcune cambialette.</p>
<p align="justify">Quasi tutti acquistarono a malincuore le suddette azioni perché tutti temevano il Longo essendo questo un intrigante temerario e capace di ogni falsa denuncia presso le diverse autorità.</p>
<p align="justify">Questa prima edizione consta di 2.000 volumi di cui circa 100 furono già spediti in America. […]</p>
<p align="justify">Nel volume doveva comparire pubblicato anche un capitolo contro il Papa ed in difesa del vescovo D’Arrigo, in non buoni rapporti con la Santa Sede; ma è stato soppresso, dietro mandato del vescovo per inframmettenza del Canonico Bruno.</p>
<p align="justify">Il Longo, prima di pubblicare il volume si è consultato con l’avvocato Baratta.</p>
<p align="justify">Segue a questo punto un dettagliato rapporto sul tipografo Magno e sul numero di copie spedite in Italia e all’estero, nonché dei nomi degli azionisti che contribuirono con £. 25 alla stampa del libro:</p>
<p align="justify">[…] Il Magno è massone non gode di buona reputazione tra gli stessi compagni tanto che i più propendono a volerlo espellere dalle proprie file essendo ritenuto una spia dei gesuiti […]. Il libro del Longo è stato richiesto dai compaesani residenti all’estero e da quasi tutti i librai nazionali ai quali si è rivolto in precedenza con circolare.</p>
<p align="justify">Nel frattempo, il Ministro dell’Interno, inviava al Prefetto di Messina una nota nella quale, nell’informare l’Autorità Governativa locale della spedizione da parte di Longo delle due copie del volume indirizzate ai Sovrani, ne richiedeva un parere, considerato il tono polemico dell’opera, al fine di dare giusto seguito all’omaggio ricevuto.</p>
<p align="justify">Nuove informazioni intanto venivano prese sulla vicenda che andavano a rinfoltire il fascicolo aperto sul conto di Giacomo Longo:</p>
<p align="justify">[…] Mi risulta che terminata la scritturazione, l’opuscolo venne affidato al sacerdote Giovanni Scarfì, professore del Seminario, per la dovuta correzione. Mi risulta inoltre che il gesuita padre Calvi, persona ritenuta molto intelligente, abbia preso parte scrivendo anche egli qualche cosa e ciò non è da mettersi in dubbio perché nel libro si doveva pubblicare un capitolo contrario al Papa e non si è pubblicato; ad avvalorare tale affermazione sono in grado di dire che l’Arcivescovo D’Arrigo ha pagato £. 90 al tipografo Magno per il lavoro che aveva già eseguito e £. 150 al Longo per autorizzare a togliere quel capitolo. Il Longo ha spedito due copie al Re e alla Regina d’Italia e ai Ministri di Francia, Inghilterra e America. Firmato Brigadiere Donato. </p>
<p align="justify">Completata la raccolta di informazioni, il Prefetto Angelo Buganza fu nelle condizioni di inviare il 16 Maggio al Ministro degli Interni una dettagliata relazione sulle indagini svolte e, nel rassicurare che la stampa locale, ad eccezione di un “giornaletto locale”, non aveva dato alcuna risonanza alla pubblicazione, suggerì di non dar seguito alla denuncia al fine di non fornire al libro “quella rèclame che il compilatore brama ed invoca”.</p>
<p align="justify">In conseguenza a ciò, con nota del 17 maggio 1911, il Ministro chiese al Prefetto di restituire al Longo le copie inviate al Re accompagnandole con una comunicazione che ritenesse più opportuna.</p>
<p align="justify">Nel ricevere da parte del Capo di Gabinetto del Ministro parere favorevole sulla linea suggerita da seguire, il Prefetto Buganza diede ordine immediato al Sindaco di provvedere alla restituzione delle copie del libro.</p>
<p align="justify">E così che, nella giornata del 28 maggio, Giacomo Longo, tra lo sconcerto e lo sconforto più amaro si vide recapitare, dal delegato comunale direttamente a casa, le copie che, in nome del popolo messinese, nella speranza di ricevere giustizia aveva inviato al Re Vittorio Emanuele e all’amata Regina Elena.</p>
<p align="justify">Fu come dire: “Il Re vi ringrazia per il pensiero che avete avuto nell’inviare questa vostra opera, ma a Sua Maestà non interessa”.</p>
<p align="center">Vincenzo Caruso</p>
<p align="center">    fonte : <a href="http://www.messinaierioggi.it">www.messinaierioggi.it</a> </p>
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		<title>Cineforum identitario, nuova puntata il film Segreti di Stato</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 12:09:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Castriciano</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/10/300px-Segreti_di_Stato_2003.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1469" src="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/10/300px-Segreti_di_Stato_2003.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Domani 27 ottobre nuova puntata del cineforum identitario, alle 20.30 presso il Palacultura Antonello da Messina verrà proiettato il film segreti di Stato. In questo penultimo appuntamento verrà trattato il tema delle stragi di stato, l&#8217;argomento è la strage di Portella della Ginestra e  il processo relativo ai sopravvissuti della banda Giuliano, accusati di essere gli ideatori ed  esecutori della strage e condannati al processo di Viterbo. Il film ha l&#8217;intenzione di mettere in evidenza come la responsabilità e la stessa esecuzione della strage hanno una matrice ben diversa  da ricercare all&#8217;interno dello Stato italiano, iniziando così la strategia della tensione riproposta anche nei successivi decenni. Questo film  tratta un argomento non ancora chiarito, con molte parti oscure, in cui in una Sicilia postbellica si sviluppano le trame e gli intrecci tra mafia, blocco conservatore siciliano, servizi segreti americani, democrazia cristiana e chiese tutti alleati contro il propagarsi del comunismo che in Sicilia stava attecchendo all&#8217;interno della classe contadina e che aveva come rivendicazione principe la redistribuzione delle terre. Un comunismo che in Sicilia aveva anche una radice indipendentista, propagata e condotta da Antonio Canepa comandante dell&#8217;esercito volontario per l&#8217;indipendenza della Sicilia, ucciso in un agguato dai carabinieri a Randazzo in circostanze misteriose insieme ad altri militanti. Questo perché chiunque si opponesse al sistema che si andava costruendo e che si prolungò fino alla caduta del muro di Berlino, venne eliminato senza complimenti, utilizzando qualsiasi mezzo contro il propagarsi del comunismo. Alla fine del film, si terrà un dibattito incentrato sui temi trattati e su comela Siciliasia stata un laboratorio politico in cui i siciliani hanno pagato e pagano un prezzo altissimo.</p>
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		<title>A rischio la libertà di manifestazione&#8230;.ecco l&#8217;italia dell&#8217;oligarchia politica</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 15:30:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo la manifestazione del 15 ottobre 2011, la violenza esercitata da uno sparuto numero di manifestanti ha monopolizzato l&#8217;informazione negli ultimi giorni,  ecco spuntare l&#8217;ipotesi del ripristino della legge Reale ( la legge ampliava il numero di casi in cui era legittimo l’uso delle armi di ordinanza) da parte di questi politicanti che unici beneficiari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/10/scontri-a-roma.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1455" src="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/10/scontri-a-roma-300x139.jpg" alt="" width="300" height="139" /></a>Dopo la manifestazione del 15 ottobre 2011, la violenza esercitata da uno sparuto numero di manifestanti ha monopolizzato l&#8217;informazione negli ultimi giorni,  ecco spuntare l&#8217;ipotesi del ripristino della legge Reale ( la legge ampliava il numero di casi in cui era legittimo l’uso delle armi di ordinanza) da parte di questi politicanti che unici beneficiari delle violenze di sabato scorso hanno approfittato dell&#8217;evento, e con la compiacenza dei mass media hanno messo in secondo piano le vere motivazioni della manifestazione, ponendo sul piatto dell&#8217;analisi politica soltanto le violenze.</p>
<p>Oggi con l’ iniziative che si vocifera vogliono prendere è rischio la libertà di manifestazione, da un lato c&#8217;è l&#8217;ordinanza del sindaco di Roma che vieta ogni tipo di manifestazione dall&#8217;altro la volontà di ripristinare una legge che ha causato circa 625 morti per abusi e violenze da parte della polizia come documentato dal libro &#8221; 625, un libro bianco sulla legge Reale&#8221;, pubblicato nel 1990 dal Centro di Iniziativa Luca Rossi di Milano. Legge , che comportò la morte di molti innocenti per abusi perpetrati ai loro danni. Oggi è evidente come dietro le violenze di sabato ci sia una regia che abbia tutto l&#8217;interesse a incutere paure e timore nell&#8217;opinione pubblica affinché ci sia una legittimazione della classe politica attualmente auto delegittimatasi, e in conseguenza anche una limitazione della libertà di manifestazione da parte del popolo che tanto fa tremare i palazzi del potere. Ormai l&#8217;Italia è diretta verso il baratro economico, politico e sociale, un percorso irreversibile che vede drammaticamente acutizzarsi il collasso del sistema politico- economico occidentale. Questo comporta come tutti i collassi sistemici violenze e scontri sociali, povertà e miseria. Un nuovo sistema di sviluppo c&#8217;è, un ritorno al passato, un ritorno all&#8217;economia locale che riporti un equilibrio tra consumo e produzione e che permetta in particolar modo l&#8217;utilizzo delle risorse agricole nel medesimo territorio in cui vengono prodotte. Anche il sistema bancario va ridisegnato, ormai centralizzatosi è divenuto un sistema oligarchico in mano a pochi, che detta le politiche economiche dei vari paesi in particolare modo in Europa.<br />
Va ristrutturato ritornando ad un sistema bancario territoriale regionale che consenta di investire sul territorio dove sono stati raccolti i risparmi dei lavoratori, naturalmente bisogna eliminare il sistema finanziario vero cancro del sistema capitalistico. La finanza sta portando a breve termine al collasso del mondo occidentale e del liberismo più sfrenato .utilizzato come modello in primis dagli Stati Uniti d’America.</p>
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		<title>I Siciliani per lo Statuto&#8230;grande manifestazione a Catania</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 16:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Castriciano</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a rel="lightbox" href="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/05/30-aprile.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1255" src="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/05/30-aprile-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Giorno 30 aprile 2011  si è svolta come da programma la seconda manifestazione dopo quella di Palermo del 30 ottobre 2010, organizzata dal &#8220;Comitato la Sicilia e i Siciliani per lo Statuto&#8221; per rivendicare a gran voce l&#8217;applicazione integrale dello Statuto d&#8217;Autonomia Siciliano. La manifestazione a cui ha aderito e partecipato la Voràs Zancle ed organizzata per Messina dal comitato locale ha portato un ottimo numero di partecipanti. La questura di Catania ha stimato in 450/500 i partecipanti al corteo che partito da piazza Università è arrivato presso la sede di Catania della Presidenza della Regione Siciliana, dove una rappresentanza dei vari comitati ha presentato una lettera/appello per l&#8217;applicazione immediata dei sacrosanti diritti del popolo siciliano sanciti dallo Statuto d&#8217;Autonomia.</p>
<p style="text-align: justify">I partecipanti sono venuti da tutta la Sicilia e non solo , c&#8217;erano  Siciliani che vivono all&#8217;estero provenienti dalla Francia e dall&#8217;America, venuti appositamente e con voli diretti.Una partecipazione animata da migliaia di bandiere siciliane, striscioni e slogan con l&#8217;unico scopo di evidenziare la grave situazione di incostituzionalità che la Sicilia vive da 65 anni.  Oggi più che mai i siciliani stanno prendendo coscenza di come l&#8217;Italia fin oggi abbia mantenuto la Sicilia in uno stato da colonia interna impoverendo e sfruttato la nostra isola, oggi  sempre più siciliani partecipano in maniera attiva al riscatto di un popolo che vuole cambiare un destino disegnato da altri, oggi sempre più siciliani sono stanchi di sentirsi etichettati e definiti come &#8220;palla al piede dell&#8217;Italia&#8221;. La nostra marcia verso l&#8217;emancipazione della nostra isola continua il 15 maggio sulle falde dell&#8217;etna dove, coincidenza vuole il giorno della festa dell&#8217;autonomia arriva il giro d&#8217;Italia. C&#8217;è già un&#8217;evento organizzato per essere presenti con bandiere siciliane e striscioni inneggianti il nostro statuto affinchè non passi inosservato ma abbia risalto mediatico. Una giornata importantissima per la storia della Sicilia e le rivendicazioni del suo popolo. Mi raccomando partecipate insieme a noi e contattateci.</p>
<p style="text-align: justify">Qui sotto il link dell&#8217;evento.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1387382383#!/event.php?eid=214694135226223">http://www.facebook.com/profile.php?id=1387382383#!/event.php?eid=214694135226223</a></p>
<p style="text-align: justify">Sotto alcune foto dell&#8217;evento di Catania :</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="lightbox" href="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/05/222109_195463547165482_139600286085142_515543_6486006_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1257" src="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/05/222109_195463547165482_139600286085142_515543_6486006_n-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><a rel="lightbox" href="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/05/229848_2011380087579_1336062759_32325320_4514805_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1258" src="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/05/229848_2011380087579_1336062759_32325320_4514805_n-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><a rel="lightbox" href="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/05/222964_1948158914243_1550685755_2115850_4824941_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1259" src="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/05/222964_1948158914243_1550685755_2115850_4824941_n-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><a rel="lightbox" href="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/05/225457_218897431470137_100000496456086_871359_5248023_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1260" src="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/05/225457_218897431470137_100000496456086_871359_5248023_n-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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