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	<title>Associazione Culturale - Sportiva Voras Zancle - Messina &#187; Messina</title>
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		<title>Un duplice flagello: Il terremoto del 1908 e il Governo Italiano.</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 19:54:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Castriciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’indagine giudiziaria contro Giacomo Longo, autore del libro pubblicato nel 1911 per denunciare al Re l’operato del Generale Mazza e del Governo Giolitti     UN DUPLICE FLAGELLO: Il terremoto del 1908 e il Governo Italiano   Notizie tratte dal fascicolo del Fondo Prefettura conservato presso l’Archivio di Stato di Messina Giacomo Longo “Dedico alla insipienza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">L’indagine giudiziaria contro Giacomo Longo,</p>
<p align="center">autore del libro pubblicato nel 1911 per denunciare al Re</p>
<p align="center">l’operato del Generale Mazza e del Governo Giolitti  </p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center">UN DUPLICE FLAGELLO:</p>
<p align="center">Il terremoto del 1908 e il Governo Italiano</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center">Notizie tratte dal fascicolo del Fondo Prefettura conservato presso l’Archivio di Stato di Messina</p>
<p align="center"><img src="http://www.messinaierieoggi.it/images/stories/giacomo%20longo.jpg" alt="" border="0" /></p>
<p align="center">Giacomo Longo</p>
<p align="justify">“Dedico alla insipienza e alla inettezza del Governo Italiano tutto l’odio mio; ed al generale Mazza, gli scatti impetuosi di una eterna maledizione. Da lui, all’ultimo della sua stirpe sciagurata, passi sempre severa, sempre tremenda, l’eco disperata dell’ultima parola dei miei fratelli di sventura, sepolti sotto le rovine di una illustre città.</p>
<p align="justify">Al suo cuore, ritratto singolare del cuore di Giolitti, dedico a perenne supplizio il gemito straziante e l’agonia lenta di centinaia e centinaia di feriti lasciati morire sulla banchina del porto; e possano le inulte ombre di tanti assassinati, tormentare senza posa i suoi sonni.</p>
<p align="justify">Ai diecimila uomini di truppa, venuti in mezzo a noi in pieno assetto di guerra, e per costituire il vero disastro – giacché il 28 dicembre 1908 rispetto a loro non fu che un momento di sventura – io dedico il ricordo vergognoso della loro opera vandalica […].</p>
<p align="justify">A S. M. Vittorio Emanuele III dedico la mia protesta, rispettosa sì, ma sincera, sentita e solenne.  Considerate o Sire, l’opera infruttuoso del Vostro Governo […].</p>
<p align="justify">A voi, onorevole Giolitti, dedico la nostra gioia e il nostro conforto per non avervi fin qui veduto”.</p>
<p align="justify"> E’ con queste parole che Giacomo Longo inizia la prefazione al suo libro “Un Duplice flagello: il terremoto del 1908 e il Governo Italiano”, testo alquanto raro, che verrà prossimamente ridato alle stampe per tornare ad essere testimonianza civile dei tristi fatti che seguirono la sciagura del tremendo sisma.</p>
<p align="justify">                                                                                                               <img src="http://www.messinaierieoggi.it/images/stories/ten.%20generale%20f.%20mazza.png" alt="" border="0" /></p>
<p align="center"><strong>                                 Ten.Gen. F. Mazza</strong> </p>
<p align="justify">Parole, dure, piene di rancore e risentimento nei confronti di un Governo e del suo più “duro” rappresentante, il Regio Commissario Tenente Generale Francesco Mazza, colpevole di omissioni e inettitudine, nei confronti delle popolazioni bisognose di soccorso, e di negligenza mostrata nell’amministrazione degli aiuti umanitari ricevuti da ogni parte del mondo.</p>
<p align="justify">Nell’intento di invocare il sovrano intervento di Vittorio Emanuele e della Regina Elena, a difesa delle ingiustizie subite dai superstiti e a garanzia che gli aiuti offerti da tante nazioni come la Russia, l’America, la Francia e la Germania fossero ben impiegati, Giacomo Longo, un comune cittadino abitante nel borgo di Torre Faro, si era prodigato nella stesura di un libro che potesse costituire, nelle mani del Re, la prova inconfutabile per denunciare pubblicamente l’operato del Generale Mazza, autore dello Stato d’Assedio proclamato il 4 gennaio 1909,  e del Governo Giolitti.</p>
<p align="justify">Fu per tale motivo che, una volta realizzato e stampato il suo “capolavoro” presso la tipografia Arti grafiche La Sicilia di Carlo Magno a Messina, Giacomo Longo si preoccupò di darne la maggiore diffusione possibile nel timore di una probabile censura da parte delle autorità, dato il contenuto altamente accusatorio nei confronti del Governo, reo di non aver saputo gestire l’emergenza e, ancor più, di aver abusato dei propri poteri contro le vittime della più grande catastrofe della storia.</p>
<p align="justify">A maggiore garanzia che la denuncia sortisse gli effetti desiderati, Longo si premurò di inviarne due copie al Re, una alla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Messina e un numero non definito di copie a persone a lui note, emigrate in diverse città italiane e di Paesi europei e d’oltre mare.</p>
<p align="justify">Con tale gesto, egli dimostrava di non temere affatto il pericolo di subire querele per diffamazione, né denunzie da parte delle autorità governative, anzi lanciava senza timore la sfida di poter essere chiamato al banco degli imputati per dar voce a quanto scritto  e documentato nel suo libro.</p>
<p align="justify">Ma come reagì l’Autorità Governativa alle gravi accuse mosse da un comune cittadino, in un periodo storico in cui la censura non consentiva fughe di notizie che potessero compromettere, in modo diffamatorio, l’immagine del Paese agli occhi del mondo?</p>
<p align="justify">La notizia della pubblicazione del libro venne di fatto annunciata nell’edizione di sabato 13 aprile 1911 da un solo giornale minore locale chiamato Il Risveglio che, a differenza della Gazzetta che non fornì alcuna notizia in merito, riportava con molto risalto l’opera coraggiosa di Giacomo Longo:</p>
<p align="justify">“DUPLICE FLAGELLO. Questo è il titolo di un grosso volume pubblicato a cura del Sig. Giacomo Longo, ove sono messi nella loro vera luce tutti i fatti scandalosi che nello scompiglio del disastro furono compiuti da eroi collocati sotto la protezione e col nulla osta del Generale Mazza  e del Governo d’Italia.</p>
<p align="justify">Il libro è pieno di verità controllate, che bisogna leggere per conoscere se non altro quale scempio si sia fatto della carità pervenutaci dall’estero.</p>
<p align="justify">All’autore la nostra lode, ai critici inverecondi non rispondiamo”. [Il Risveglio, 13 aprile 1911]</p>
<p align="justify">In tempi brevissimi, il Procuratore Generale del Re, Cav. Ragazzoni, ne informò il Ministro dell’Interno il quale, nel prendere atto della comunicazione ricevuta, invitò la competente Autorità giudiziaria locale ad una oculata vigilanza, in accordo con l’Autorità politica, affinché “niun inconveniente venga a deplorarsi”.</p>
<p align="justify">Ricevuta tale raccomandazione, il 21 aprile 1911 il Procuratore Generale si premurò di inviare una lettera riservata al Prefetto di Messina in cui, dopo aver relazionato sul parere del Ministro, esprimeva la propria opinione sul da farsi: in riferimento alla legge del 28 giugno 1906 n° 278 e alle sentenze emesse dal Procuratore di Cagliari in un precedente analogo caso, non era possibile impedire la diffusione del libro, salvo ordini contrari. Sottolineava altresì, che il costo elevato del libro pari a £. 4 non avrebbe comunque consentito una vasta diffusione.</p>
<p align="justify">Al Prefetto non restava quindi che allertare la Questura ed avviare le indagini necessarie a fornire utili informazioni in merito alla figura dello spregiudicato autore dell’opera.</p>
<p align="justify">Il 30 aprile 1911, il Questore di Messina era già nelle condizioni di poter riferire al Prefetto.</p>
<p align="justify">Chi aveva raccolto le informazioni non era certamente immune da un atteggiamento pregiudizievole nei confronti della vicenda. Bisognava trovare elementi che consentissero di screditare i protagonisti del grave atto denigratorio nei confronti del Governo Italiano.</p>
<p align="justify">Dalle “diligenti investigazioni” eseguite dal Delegato di Pubblica Sicurezza Attilio Stagni, dal Delegato Signor Cortisano e dal Maresciallo Di Ciuccio, risultò quanto segue:</p>
<p align="justify">“Uniformemente alle richieste verbali fatte dalla S. V. Ill.ma [sono state svolte] le indagini atte a stabilire ed accertare il vero autore del libello intitolato “Un duplice flagello” la cui pubblicazione è comparsa sotto il nome di Giacomo Longo di anni 35, fu Francesco e di Francesca Bonanzinca, da Torre Faro.</p>
<p align="justify">Anzitutto si accennerà a brevi linee chi è il firmatario di tale opuscolo, quale le sue attitudini e coltura, i suoi legami, il suo passato per dimostrare come in effetti il Longo non sia che un prestanome. Il Longo ebbe bassissimi natali; studiò fino alla terza elementare e non potè migliorare la sua coltura perché gravato di una malattia agli occhi. Il Longo nelle sua vita si è rivelato di animo volgare, aggressivo e prepotente e in forza di tale carattere è riuscito nella pacifica contrada di Torre Faro ad essere temuto.</p>
<p align="justify">Egli infatti vive di espedienti facendo l’affarista e spillando per questo o quell’affare denaro dalla classe marinareccia. Il Longo fu sotto processo per diffamazione, per furto di vino e ricettazione in danno di un certo Fumia, già delegato municipale, perito nel disastro tellurico del 28 dicembre ‘908. Non ha occupazione alcuna però vive bene e veste bene. Il Longo è parente del notissimo strillone inteso “l’Orbo”. Il Longo ha altresì mostrato idee socialiste e molto tempo prima del disastro tentò di costituire una cooperativa tra i marinai di Torre Faro e Ganzirri, che non attecchì.</p>
<p align="justify">Circa quattro o cinque mesi orsono circolò a Torre Faro e a Ganzirri un manoscritto dattiloscritto a firma di Giacomo Longo.</p>
<p align="justify">In esso si esponevano cronologicamente dei fatti poco onorifici a carico dei militari qua convenuti pel disastro del 1908 e di autorità, facendo i nomi del Generale Mazza, del Comm. Trinchera, del Cav. De Bernardines e dell’Ingegnere Capo del Comune Simonetti.[…]</p>
<p align="justify">Essendo cieco, dettò tutte le minute ad alcuni giovanotti del paese che vennero poi rivedute e corrette dal Sacerdote prof. Giovanni Scarfì insegnante di lingue presso il locale Seminario. Il  materiale è stato fornito al Longo da molti naturali della vicina Ganzirri – Torre Faro, da messinesi e in parte dalla lettura dei giornali..</p>
<p align="justify">Le spese per la pubblicazione furono sostenute da persone del luogo che furono indotte ad acquistare azioni da £. 25 così da racimolare £. 1.000 che in varie riprese versò al tipografo Magno al quale firmò alcune cambialette.</p>
<p align="justify">Quasi tutti acquistarono a malincuore le suddette azioni perché tutti temevano il Longo essendo questo un intrigante temerario e capace di ogni falsa denuncia presso le diverse autorità.</p>
<p align="justify">Questa prima edizione consta di 2.000 volumi di cui circa 100 furono già spediti in America. […]</p>
<p align="justify">Nel volume doveva comparire pubblicato anche un capitolo contro il Papa ed in difesa del vescovo D’Arrigo, in non buoni rapporti con la Santa Sede; ma è stato soppresso, dietro mandato del vescovo per inframmettenza del Canonico Bruno.</p>
<p align="justify">Il Longo, prima di pubblicare il volume si è consultato con l’avvocato Baratta.</p>
<p align="justify">Segue a questo punto un dettagliato rapporto sul tipografo Magno e sul numero di copie spedite in Italia e all’estero, nonché dei nomi degli azionisti che contribuirono con £. 25 alla stampa del libro:</p>
<p align="justify">[…] Il Magno è massone non gode di buona reputazione tra gli stessi compagni tanto che i più propendono a volerlo espellere dalle proprie file essendo ritenuto una spia dei gesuiti […]. Il libro del Longo è stato richiesto dai compaesani residenti all’estero e da quasi tutti i librai nazionali ai quali si è rivolto in precedenza con circolare.</p>
<p align="justify">Nel frattempo, il Ministro dell’Interno, inviava al Prefetto di Messina una nota nella quale, nell’informare l’Autorità Governativa locale della spedizione da parte di Longo delle due copie del volume indirizzate ai Sovrani, ne richiedeva un parere, considerato il tono polemico dell’opera, al fine di dare giusto seguito all’omaggio ricevuto.</p>
<p align="justify">Nuove informazioni intanto venivano prese sulla vicenda che andavano a rinfoltire il fascicolo aperto sul conto di Giacomo Longo:</p>
<p align="justify">[…] Mi risulta che terminata la scritturazione, l’opuscolo venne affidato al sacerdote Giovanni Scarfì, professore del Seminario, per la dovuta correzione. Mi risulta inoltre che il gesuita padre Calvi, persona ritenuta molto intelligente, abbia preso parte scrivendo anche egli qualche cosa e ciò non è da mettersi in dubbio perché nel libro si doveva pubblicare un capitolo contrario al Papa e non si è pubblicato; ad avvalorare tale affermazione sono in grado di dire che l’Arcivescovo D’Arrigo ha pagato £. 90 al tipografo Magno per il lavoro che aveva già eseguito e £. 150 al Longo per autorizzare a togliere quel capitolo. Il Longo ha spedito due copie al Re e alla Regina d’Italia e ai Ministri di Francia, Inghilterra e America. Firmato Brigadiere Donato. </p>
<p align="justify">Completata la raccolta di informazioni, il Prefetto Angelo Buganza fu nelle condizioni di inviare il 16 Maggio al Ministro degli Interni una dettagliata relazione sulle indagini svolte e, nel rassicurare che la stampa locale, ad eccezione di un “giornaletto locale”, non aveva dato alcuna risonanza alla pubblicazione, suggerì di non dar seguito alla denuncia al fine di non fornire al libro “quella rèclame che il compilatore brama ed invoca”.</p>
<p align="justify">In conseguenza a ciò, con nota del 17 maggio 1911, il Ministro chiese al Prefetto di restituire al Longo le copie inviate al Re accompagnandole con una comunicazione che ritenesse più opportuna.</p>
<p align="justify">Nel ricevere da parte del Capo di Gabinetto del Ministro parere favorevole sulla linea suggerita da seguire, il Prefetto Buganza diede ordine immediato al Sindaco di provvedere alla restituzione delle copie del libro.</p>
<p align="justify">E così che, nella giornata del 28 maggio, Giacomo Longo, tra lo sconcerto e lo sconforto più amaro si vide recapitare, dal delegato comunale direttamente a casa, le copie che, in nome del popolo messinese, nella speranza di ricevere giustizia aveva inviato al Re Vittorio Emanuele e all’amata Regina Elena.</p>
<p align="justify">Fu come dire: “Il Re vi ringrazia per il pensiero che avete avuto nell’inviare questa vostra opera, ma a Sua Maestà non interessa”.</p>
<p align="center">Vincenzo Caruso</p>
<p align="center">    fonte : <a href="http://www.messinaierioggi.it">www.messinaierioggi.it</a> </p>
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		<title>Domenica a Palermo lo &#8220;Statuto fest&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 01:39:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvo Mangano</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><img class="alignleft" style="border: 2px solid black; margin: 2px;" src="http://www.siciliainformazioni.com/pictures/0300x0000/0000015640.jpg" alt="www.siciliainformazioni.com" width="300" height="225" />Lo Statuto e la bandiera siciliana incontrano le famiglie. Domenica prossima, infatti, dalle 10.30 e per tutta la giornata, a Palermo si svolgeranno una serie di iniziative dedicate al tema dello statuto siciliano. La manifestazione e&#8217; organizzata dall&#8217;associazione &#8221;La Sicilia e i siciliani per lo Statuto&#8221;, e&#8217; patrocinata dalla Presidenza della Regione e mira a sensibilizzare i cittadini, le istituzioni e la politica sulla mancata applicazione di alcune parti dello Statuto siciliano sin dalla sua nascita, nel 1948.</p>
<p>Teatro delle manifestazioni sara&#8217; Piazza Ruggero Settimo, dove saranno allestiti stand informativi e saranno distribuite ai passanti copie dello Statuto e bandiere della Regione siciliana. In piazza, contestualmente, si esibiranno artisti di strada, in coincidenza con una estemporanea di pittura e una mostra fotografica. Subito dopo l&#8217;incontro divulgativo sull&#8217;importanza dell&#8217;applicazione integrale dello Statuto dell&#8217;Autonomia, alle 12, presso il Foyer del teatro Politeama si terra&#8217; il primo dei due importanti seminari promossi in coincidenza dello Statuto Fest dall&#8217;assessorato regionale all&#8217;Economia.Teatro delle manifestazioni sara&#8217; Piazza Ruggero Settimo, dove saranno allestiti stand informativi e saranno distribuite ai passanti copie dello Statuto e bandiere della Regione siciliana.</p>
<p>In piazza, contestualmente, si esibiranno artisti di strada, in coincidenza con una estemporanea di pittura e una mostra fotografica. Subito dopo l&#8217;incontro divulgativo sull&#8217;importanza dell&#8217;applicazione integrale dello Statuto dell&#8217;Autonomia, alle 12, presso il Foyer del teatro Politeama si terra&#8217; il primo dei due importanti seminari promossi in coincidenza dello Statuto Fest dall&#8217;assessorato regionale all&#8217;Economia. Il tema sara&#8217; &#8221;Autonomia siciliana e Federalismo Fiscale&#8221;, parteciperanno studiosi ed esperti dell&#8217;Autonomia, del Federalismo ed economisti. Concludera&#8217; i lavori l&#8217;assessore regionale all&#8217;Economia, Gaetano Armao. Alle 13 apertura del villaggio gastronomico, con prodotti tipici e cucina siciliana. Alle 15.30, dibattito sui principali temi statutari, poi il secondo appuntamento istituzionale dell&#8217;assessorato regionale all&#8217;Economia, sempre al Foyer del Politeama, alle 16.30 con la conferenza sul tema &#8221;Autonomia siciliana e Sviluppo economico&#8221;. I lavori saranno conclusi dall&#8217;assessore regionale all&#8217;Economia Gaetano Armao. Prevista la presenza dell&#8217;attrice Maria Grazia Cucinotta, che ritirera&#8217; un premio per l&#8217;impegno in difesa della sicilianita&#8217;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a title="http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/135385/domenica-palermo-statuto-fest.htm" href="http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/135385/domenica-palermo-statuto-fest.htm" target="_blank">http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/135385/domenica-palermo-statuto-fest.htm</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche la Voràs Zancle sarà presente allo Statuto Fest insieme all&#8217;associazione &#8220;La Sicilia ai Siciliani&#8221;.</p>
<p>Le due associazioni messinesi che lavorano sinergicamente nella città peloritana hanno aderito al comitato &#8220;La Sicilia e i Siciliani per lo Statuto&#8221; ed in occasione dello Statuto Fest si occuperanno dello stand istituzionale riguardante gli articoli economico-finanziari che vanno dal 32 al 41.</p>
<p>Da Messina ci muoveremo in pullman, appuntamento a Piazza Duomo alle ore 7:45 .</p>
<p>Per info contattare Gianluca: 3930000024  -  Salvo : 3485450723  -  Giuseppe : 3296292605</p>
</div>
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		<title>Il ritorno di Kratos&#8230; Prima Giornata!</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jul 2011 10:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kratos1977</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eccoci qua,cari amici lettori,sportivi e calciatori&#8230; 2 luglio 2011,ore 19&#8230; si riparte alla grande! 5^ edizione per il Torneo più pazzo del mondo,organizzato dalla sempre presente Associazione Voràs Zancle, che grazie alla passione del suo Presidente , il nostro caro Dott. Castriciano Gianluca, ogni anno riesce con non poche difficoltà ad organizzare una manifestazione dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 1px 3px;" src="http://www.voraszancle.org/file/vtorneo.jpg" alt="V torneo Estivo Voràs Zancle" width="160" height="160" /> Eccoci qua,cari amici lettori,sportivi e calciatori&#8230;</p>
<p>2 luglio 2011,ore 19&#8230; si riparte alla grande!</p>
<p>5^ edizione per il Torneo più pazzo del mondo,organizzato dalla sempre presente Associazione Voràs Zancle, che grazie alla passione del suo Presidente , il nostro caro Dott. Castriciano Gianluca, ogni anno riesce con non poche difficoltà ad organizzare una manifestazione dove i protagonisti sono come i ministri senza portafoglio.. auuaha mi sono spiegato??? aviti a nesciri i soddi !!!!!<br />
Ritornado al nostro Torneo, dicevamo amici che riparte come sempre alla grande, ogni anno quasi stessi attori,ma nuove emozioni, lampi di genio..lisci&#8230;<br />
Quest&#8217;anno 4 squadre invece che 6 rispetto all&#8217;anno scorso, segno che la grande crisi del nostro Paese si abbatte anche sul nostro torneo, ma noi non molleremo mai!! e ci saremo sempre!!!!<br />
Il sabato calcistico metteva di fronte Passalacqua Team vs D&#8217;Angelo Abbigliamento, novità dell&#8217;anno assieme alla Siciliana Ascensori, ancora una volta fortunata nei sorteggi, pescando giocatori di ottimo livello come il solito Bottari, Di Pietro e un Farinella appesantito stile arancinu ma sempre di livello&#8230; auhauhau (cunsumatu èèè ) e come non citare il mitico e unico El Nino Passalacqua.. le sue movenze assomigliano sempre all&#8217;ex bomber Gigi Casiraghi!!!!!<br />
Prima giornata ricca di gol, la prima gara metteva contro Passalacqua Team-D&#8217;Angelo Abbigliamento, gara emozionante terminata 4-2&#8230; ogni azione poteva significare un gol vedendo i portirei.. da notare la prova del FRACIDO più fracido dei fracidi&#8230;Ammendolia.. palestrato chi si strazza comu nu fogghiu i catta!!!! buona la sua prova , doppietta per la sua squadra..e doppietta per gli avversari,colpevole di avere dato il là alle azioni gol degli avversari&#8230; auuah POLASE a tempesta !!!ottima doppietta di Bottari,altre reti di Messina N. e Nocera..</p>
<p>Domenica super per la squadra dei Camerieri, capitanata dall&#8217;ottimo Salvo Sanfilippo..(scoppio)!!!<br />
Partita a senso unico,ottima prova in regìa di Nastasi,ma il grande protagonista è Sergi,autore di ben 4 GOL !!! tante giocate di fino dall&#8217;ottimo Totino.. frugoletto e bomber tascabile&#8230; da annotare la rete dello Spertu&#8230; autore di una rete e tante altre giocate.. sfiorando un eurogol in mezza sforbiciata!!!! speeeertuuuuuuuuuu !! auhauha<br />
Giornata nera quindi per il povero Polverino&#8230;nn si può lo stesso del portiere avversario.. il sempre verde e mitico MimmoZolla.. sempre segno di garanzia e esperienza..(iavi 80anni.. )anche se c&#8217;è da segnalare i due gol subìti&#8230; dov&#8217;era??? la squadra era un po&#8217; sfilacciata e aveva mollato il mordente.. permettendo di seganre i gol della bandiera a El Principe Corbascio&#8230; e l&#8217;ottimo Atria..</p>
<p>Detto tutto della prima giornata amici,nn vi resta che seguire la seconda giornata,sicuri che vi regaleremo altre emozioni&#8230;i protagonisti non mancno..i pedi .. chiddi si&#8230; tutti cunsumati.. !!!Forza Castriciano&#8230; reagisci per le 4 pappine subìte.. c&#8217;è anche di peggio dai.. aihauhauhauha  io amici,nemici,tifosi e cuttigghiari&#8230; vi saluto e come sempre vi invito sempre più numerosi e sempre più appassionati a seguire le dirette delle gare, con grande novità 2011.. goal visibili anche su YOUTUBE&#8230; Ciao e a presto dal vostro sempre super giornalista d&#8217;assalto Kratos.. capace ri raccontare tutto e il contrario di tutto .. sempre all&#8217;insegna del divertimento&#8230; ciaooo</p>
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		<title>Gestione Palacultura: la mano destra non sa cosa fa la sinistra</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 17:27:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvo Mangano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per la seconda volta gli organizzatori del Cineforum Identitario rischiavano di rimanere fuori, nonostante le autorizzazioni. Riprende fra notevoli difficoltà il Cineforum Identitario delle associazioni culturali “Demetra”, “ La Sicilia ai Siciliani” ed “Identità Mediterranea”. E nonostante il permesso, per la realizzazione dell’evento presso il Palacultura,  fosse stato accordato in tempo dall’Amministrazione Comunale e quindi dallo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Per la seconda volta gli organizzatori del Cineforum Identitario rischiavano di rimanere fuori, nonostante le autorizzazioni.</h3>
<p><a rel="lightbox" href="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/06/palacultura.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1376" style="border: 2px solid black; margin: 2px;" title="palacultura" src="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/06/palacultura-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Riprende fra notevoli difficoltà il Cineforum Identitario delle associazioni culturali “Demetra”, “ La Sicilia ai Siciliani” ed “Identità Mediterranea”. E nonostante il permesso, per la realizzazione dell’evento presso il Palacultura,  fosse stato accordato in tempo dall’Amministrazione Comunale e quindi dallo stesso Sindaco, la programmazione delle proiezioni, sinora, non è mai stata inserita nell’elenco degli eventi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quindi grande patema d’animo, ieri sera, per gli organizzatori e per il pubblico che sino all’ultimo momento non sapevano se l’evento avrebbe avuto un seguito. In una città dove, secondo quanto sostengono alcuni impiegati della nuovissima struttura, “<em>la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra</em>” la collettività continua a barcollare nel buio ed è costretta a combattere le inefficienze di un sistema dagli ingranaggi ormai irrimediabilmente arrugginiti. E’ iniziata, in queste condizioni, in un salone colmo di gente, la proiezione di “Bronte: cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno mai raccontato”, <strong>chiaramente senza aria condizionata, dato che nessuno ancora al Palacultura è in grado di attivarla.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma, ritornando al tema del Cineforum, l’evento è diventato occasione per discutere, oltre che della disorganizzazione della pubblica amministrazione, di politica nazionale ed internazionale. La visione del capolavoro di Vancini, quasi del tutto sconosciuto al grande pubblico, dà il là al dibattito. &#8221;<em>La rivoluzione messa in atto dalla povera gente si abbatte sulle ossa della povera gente</em> “ sostiene il presidente dell&#8217;associazione Demetra Fabrizio <strong>Palmieri. &#8220;</strong><em>Come nel 1860 anche nel 2011 assistiamo alla consolidata tecnica di arrembaggio alla sovranità altrui da parte dei centri finanziari globalisti che hanno sede specifica in Inghilterra e negli Stati Uniti</em>” attacca Maurizio <strong>Castagna</strong>, uno degli organizzatori, riferendosi alla storia dei massacri perpetrati dai garibaldini in Sicilia “<em>prendiamo il caso attuale della Libia e quello storico dell&#8217;invasione delle Due Sicilie. In tutti e due i casi la  guerra non è mai stata dichiarata e l’invasione del territorio è stata organizzata con gruppi limitati di individui disposti a tutto (garibaldini e oggi disperati libici) ,ma appoggiati allora dalla marina britannica,e dall&#8217;oro britannico che servì a corrompere gli alti gradi militari borbonici, oggi dalle teste di cuoio inglesi e dai bombardamenti dei volenterosi”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;attacco mediatico sistemico fatto di menzogne gratuite grazie ai pennivendoli di Stato, allora, e ai media informatici, oggi, hanno permesso e continuano a permettere di radere al suolo interi paesi bruciando e stuprando, dichiarando immani le stragi da parte del rais libico senza mostrare nulla dei bombardamenti in atto. Insomma oggi come ieri, la finanza anglosassone ritorna padrona del Mediterraneo, come decise di esserlo nel 1860 stroncando un futuro radioso per le generazioni meridionali. Oggi come allora  gioia e dannazione per i popoli che si affacciano sul Mediterraneo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Donatella Rinaldo</p>
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		<title>Palacultura. Iniziano le proiezioni del &#8220;Cineforum Identitario&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 23:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvo Mangano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il rarissimo film del regista Pasquale Squitieri, “Li chiamarono&#8230; Briganti”, inaugurerà il primo ciclo del cineforum Il film “Li chiamarono&#8230; Briganti” dell’ottimo Squitieri, il 9 giugno alle 20.30, inaugurerà il Cineforum Identitario organizzato dalle associazioni culturali “Demetra”, “La Sicilia ai Siciliani” e “Identità Mediterranea”. L’ingresso è gratuito ed alla fine di ogni proiezione si terrà un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Il rarissimo film del regista Pasquale Squitieri, “Li chiamarono&#8230; Briganti”, inaugurerà il primo ciclo del cineforum </em></h3>
<p><img style="margin: 3px; border: 1px inset #000000; float: left;" src="http://www.lasiciliaaisiciliani.org/images/stories/squitieri1.jpg" alt="" width="280" height="412" />Il film “Li chiamarono&#8230; Briganti” dell’ottimo Squitieri, il 9  giugno alle 20.30, inaugurerà il Cineforum Identitario organizzato dalle  associazioni culturali “Demetra”, “La Sicilia ai Siciliani” e “Identità  Mediterranea”. L’ingresso è gratuito ed alla fine di ogni proiezione si  terrà un breve dibattito. Il primo film, venne subito sospeso nelle  sale di proiezione ed è, attualmente, di difficile reperibilità.</p>
<p>In occasione del 150° dall&#8217;Unità d&#8217;Italia, le tre associazioni   tentano di  aprire una “breccia” attraverso la censura storica che   ha  impedito sinora di parlare di brigantaggio e delle vere e varie cause  riguardanti la questione meridionale. Nella storia dei popoli ciò che  vale è la  “<em>cerchez l’ argent”,</em> i soldi, perché è proprio da li  che tutto si muove. L’economia muove la politica, la politica muove  l’economia, c’è un feedback fra le due forme di potere. Al Nord  l’economia fa la politica, al Sud la politica fa l’economia. Sintesi  estreme, ma che rendono l’idea, basta guardare che cos’è oggi il mondo  dell’economia e della politica: spesso coincidono e governano.</p>
<p>Anche nel Risorgimento, e subito dopo, fu un nuovo disegno economico  che dettò la politica. E l’economia che condusse all’Unità d’Italia, fu  la speculazione finanziaria e non la rivoluzione industriale. La  speculazione finanziaria cavalcò gli ideali unitari, che c’erano ed  erano potenti, e portò prima all’unificazione d’Italia, poi a  rastrellare denaro e terre  al meridione. E fu proprio questa una delle  principali cause del Brigantaggio: i contadini e i senza terra che si  erano visti sottrarre l’unica forma di sostentamento, che li aveva  sempre tenuti legati al loro  territorio, poiché per quanto poveri  fossero, era difficile che diventassero miseri avendo il diritto di  coltivare, di raccogliere e di utilizzare terre comuni. Rotto questo  equilibrio, con le armi, con i massacri con gli stupri perché nessuno si  fa ridurre in miseria volontariamente, tutto quello che è venuto dopo  non è stato che conseguenza, fino alla fuga, l’emigrazione.</p>
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<p>Ma oggi, in un&#8217;Italia dove il Nord ha tutto ed il Sud ha niente,  qualcosa sta iniziando a cambiare: è la voglia di verità, di quella  verità che è stata sempre negata. Desiderio di ritrovare la propria  identità, per troppo tempo sepolta. A 150 anni dall&#8217;Unità d&#8217;Italia, si  ritorna a parlare dei protagonisti di quegli anni di fine ottocento. E&#8217;  sacrosanto, quindi, rappresentarli per ciò che realmente erano, in tutte  le loro complessità e far conoscere ciò che l&#8217;idea di Unità ha  provocato nella nostra terra in quegli anni  e ciò che continua a  provocare oggi.</p>
<p>In un Paese dove gli intellettuali o politici hanno avuto e  continuano ad aver paura di parlare delle verità storiche, si è andati  avanti così e così si vuol continuare. Si sono create una serie di cose  che erano funzionali al progetto risorgimentale unitarista pensando che  l’orribile verità avrebbe potuto distruggere il costrutto. Invece, se  nascondi distruggi, se racconti condividi. Ed oggi, le associazioni  organizzatrici hanno  deciso di raccontare. Raccontare dei massacri e  dell&#8217;economia antieconomia che caratterizza la nostra terra e tanto  altro ancora. Perchè condividere la verità significa unire, aumentanto  la forza e creando coraggio.</p>
<p><em>Donatella Rinaldo</em></p>
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