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	<title>Associazione Culturale - Sportiva Voras Zancle - Messina &#187; Garibaldi</title>
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		<title>Gestione Palacultura: la mano destra non sa cosa fa la sinistra</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 17:27:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvo Mangano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per la seconda volta gli organizzatori del Cineforum Identitario rischiavano di rimanere fuori, nonostante le autorizzazioni. Riprende fra notevoli difficoltà il Cineforum Identitario delle associazioni culturali “Demetra”, “ La Sicilia ai Siciliani” ed “Identità Mediterranea”. E nonostante il permesso, per la realizzazione dell’evento presso il Palacultura,  fosse stato accordato in tempo dall’Amministrazione Comunale e quindi dallo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Per la seconda volta gli organizzatori del Cineforum Identitario rischiavano di rimanere fuori, nonostante le autorizzazioni.</h3>
<p><a rel="lightbox" href="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/06/palacultura.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1376" style="border: 2px solid black; margin: 2px;" title="palacultura" src="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2011/06/palacultura-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Riprende fra notevoli difficoltà il Cineforum Identitario delle associazioni culturali “Demetra”, “ La Sicilia ai Siciliani” ed “Identità Mediterranea”. E nonostante il permesso, per la realizzazione dell’evento presso il Palacultura,  fosse stato accordato in tempo dall’Amministrazione Comunale e quindi dallo stesso Sindaco, la programmazione delle proiezioni, sinora, non è mai stata inserita nell’elenco degli eventi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quindi grande patema d’animo, ieri sera, per gli organizzatori e per il pubblico che sino all’ultimo momento non sapevano se l’evento avrebbe avuto un seguito. In una città dove, secondo quanto sostengono alcuni impiegati della nuovissima struttura, “<em>la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra</em>” la collettività continua a barcollare nel buio ed è costretta a combattere le inefficienze di un sistema dagli ingranaggi ormai irrimediabilmente arrugginiti. E’ iniziata, in queste condizioni, in un salone colmo di gente, la proiezione di “Bronte: cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno mai raccontato”, <strong>chiaramente senza aria condizionata, dato che nessuno ancora al Palacultura è in grado di attivarla.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma, ritornando al tema del Cineforum, l’evento è diventato occasione per discutere, oltre che della disorganizzazione della pubblica amministrazione, di politica nazionale ed internazionale. La visione del capolavoro di Vancini, quasi del tutto sconosciuto al grande pubblico, dà il là al dibattito. &#8221;<em>La rivoluzione messa in atto dalla povera gente si abbatte sulle ossa della povera gente</em> “ sostiene il presidente dell&#8217;associazione Demetra Fabrizio <strong>Palmieri. &#8220;</strong><em>Come nel 1860 anche nel 2011 assistiamo alla consolidata tecnica di arrembaggio alla sovranità altrui da parte dei centri finanziari globalisti che hanno sede specifica in Inghilterra e negli Stati Uniti</em>” attacca Maurizio <strong>Castagna</strong>, uno degli organizzatori, riferendosi alla storia dei massacri perpetrati dai garibaldini in Sicilia “<em>prendiamo il caso attuale della Libia e quello storico dell&#8217;invasione delle Due Sicilie. In tutti e due i casi la  guerra non è mai stata dichiarata e l’invasione del territorio è stata organizzata con gruppi limitati di individui disposti a tutto (garibaldini e oggi disperati libici) ,ma appoggiati allora dalla marina britannica,e dall&#8217;oro britannico che servì a corrompere gli alti gradi militari borbonici, oggi dalle teste di cuoio inglesi e dai bombardamenti dei volenterosi”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;attacco mediatico sistemico fatto di menzogne gratuite grazie ai pennivendoli di Stato, allora, e ai media informatici, oggi, hanno permesso e continuano a permettere di radere al suolo interi paesi bruciando e stuprando, dichiarando immani le stragi da parte del rais libico senza mostrare nulla dei bombardamenti in atto. Insomma oggi come ieri, la finanza anglosassone ritorna padrona del Mediterraneo, come decise di esserlo nel 1860 stroncando un futuro radioso per le generazioni meridionali. Oggi come allora  gioia e dannazione per i popoli che si affacciano sul Mediterraneo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Donatella Rinaldo</p>
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		<title>&#8220;Li chiamarono briganti&#8221; apre con successo il Cineforum Identitario</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 14:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvo Mangano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera, presso il Palacultura di Messina, l&#8217;evento è stato ben inaugurato con la proiezione del film revisionista di Squitieri &#160; “Li chiamarono briganti” ha inaugurato, ieri sera, il Cineforum Identitario organizzato dalle associazioni culturali  “Demetra”, “La Sicilia ai Siciliani” ed “Identità Mediterranea”. Alla proiezione del rarissimo film di Pasquale Squitieri, nel contesto della  originale iniziativa presso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Ieri  sera, presso il Palacultura di Messina, l&#8217;evento è stato ben inaugurato  con la proiezione del film revisionista di Squitieri</em></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft" style="border: 2px solid black; margin: 2px;" src="http://www.lasiciliaaisiciliani.org/images/stories/squitieri1.jpg" border="0" alt="" width="122" height="180" /></p>
<p>“Li chiamarono briganti” ha inaugurato, ieri sera, il Cineforum  Identitario organizzato dalle associazioni culturali  “Demetra”, “La  Sicilia ai Siciliani” ed “Identità Mediterranea”. Alla proiezione del  rarissimo film di Pasquale Squitieri, nel contesto  della  originale iniziativa presso il Palacultura di Messina, numerose  erano le persone intervenute con curioso interesse. Alcuni di loro erano  già a conoscenza della materia altri, la maggior parte, invece,  desiderosi di verità per troppo tempo negate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I riferimenti ai fatti sanguinosi, poco noti, accaduti negli anni  della conquista violenta del meridione da parte dei piemontesi, ha  commosso ed interessato la platea. Lo spaccato della vita dei briganti,  in particolare del brigante Carmine Crocco, proposto dal noto regista  con l’ottima interpretazione di un cast d’eccezione, ha rivisitato il  sanguinoso scontro che ha logorato il  Sud Italia. Scontro che ha visto  contrapporsi l&#8217;esercito sabaudo, fedele al re Vittorio Emanuele II ed  gruppi di insurrezionalisti, composti perlopiù da braccianti disperati e  nullatenenti, etichettati come briganti  dai piemontesi, e i militari  del decaduto regno borbonico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<em>Questo documento cinematografico rappresenta ciò che i libri di storia ufficiali non hanno mai raccontato</em> -sostiene Fabrizio <strong>Palmieri,</strong> presidente dell’associazione &#8216;Demetra&#8217;-  <em>e  noi spingiamo affinchè il germe della conoscenza e della verità possa  servire a portare qualcosa di utile per la nostra amata e martoriata  terra di Sicilia, propugnando l’importante concetto di identità ed   appartenenza ad un territorio</em>”. Palmieri conclude il suo intervento  ringraziando per il suo solerte interessamento il consigliere comunale  Giuseppe Magazzù che sempre ha creduto nell’iniziativa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<em>Il film di oggi non lo avete mai visto e mai lo vedrete in tv.  “Li chiamarono Briganti”, censurato dopo pochi giorni dalla sua uscita  nei cinema italiani, si può considerare un film revisionista,  volto a  raccontare un&#8217;altra versione dei fatti avvenuti poco dopo il  risorgimento.  Squitieri illustra in maniera cruda le atrocità che  l&#8217;esercito piemontese perpetrò nei confronti delle popolazioni lucane.  Erano i tristi anni degli  stupri e degli  eccidi di massa compiuti in  nome del diritto di rappresaglia</em> -sottolinea Gianluca <strong>Castriciano</strong> della associazione &#8216;La Sicilia ai Siciliani-. Erano,  appunto,  “<em>gli  anni delle decapitazioni di quelli che venivano considerati briganti,  anche solo per le fattezze somatiche. Solo perché imbracciavano un  fucile, sol perché difendevano la loro terra depredata, i loro animali  derubati, le loro scorte alimentari distrutte”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<em>Questa è una dimostrazione di quanto i contadini amassero i  soldati-fratelli del Nord, venuti a “liberarli” e come anelassero agli  ideali risorgimentali”</em> &#8211; sostiene Maurizio <strong>Castagna</strong> di &#8216;Identità Mediterranea&#8217;-. <em>Nel  momento in cui le terre dalle mani generose dei contadini passarono ai  nuovi governanti, non rimase altro, per i cafoni, che miseria e  devastazione. Poche le possibilità di scelta per loro: diventare  brigante o emigrare. All&#8217;epoca  dei fatti la Marina Duosiciliana era la  seconda al mondo come cabotaggio,la prima come capacità di aprire nuove  rotte commerciali, nell&#8217;imminenza dell&#8217;apertura di Suez. L&#8217;Inghilterra  temeva, a ragione, di dover fare i conti con gli agguerriti mercanti e  marinai duosiciliani, significava perdere la possibilità di vendere le  proprie merci, significava perdere peso politico, e poi anche ulteriori  commesse per la costruzione di navi,che invece andavano tutte nei  gloriosi cantieri meridionali&#8230;. </em>” Castagna ancora ricorda alla  platea le enormi ricchezze di cui è stato depredato il meridione:  industrie, flotte, oro. Tutto smontato al Sud e ricostruito, spesso,  perfettamente uguale al Nord, lasciando al Meridione solo disperazione e  miseria. Oggi, dopo ben 150anni, ne vediamo e subiamo ancora   tristemente le conseguenze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il prossimo appuntamento è previsto per il 16 giugno, sempre al  Palacultura alle 20.30 con la proiezione di un altro capolavoro poco  noto, e cioè “ Bronte: cronaca di un massacro che i libri di storia non  hanno mai raccontato”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Donatella Rinaldo</p>
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		<title>Palacultura. Iniziano le proiezioni del &#8220;Cineforum Identitario&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 23:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvo Mangano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il rarissimo film del regista Pasquale Squitieri, “Li chiamarono&#8230; Briganti”, inaugurerà il primo ciclo del cineforum Il film “Li chiamarono&#8230; Briganti” dell’ottimo Squitieri, il 9 giugno alle 20.30, inaugurerà il Cineforum Identitario organizzato dalle associazioni culturali “Demetra”, “La Sicilia ai Siciliani” e “Identità Mediterranea”. L’ingresso è gratuito ed alla fine di ogni proiezione si terrà un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Il rarissimo film del regista Pasquale Squitieri, “Li chiamarono&#8230; Briganti”, inaugurerà il primo ciclo del cineforum </em></h3>
<p><img style="margin: 3px; border: 1px inset #000000; float: left;" src="http://www.lasiciliaaisiciliani.org/images/stories/squitieri1.jpg" alt="" width="280" height="412" />Il film “Li chiamarono&#8230; Briganti” dell’ottimo Squitieri, il 9  giugno alle 20.30, inaugurerà il Cineforum Identitario organizzato dalle  associazioni culturali “Demetra”, “La Sicilia ai Siciliani” e “Identità  Mediterranea”. L’ingresso è gratuito ed alla fine di ogni proiezione si  terrà un breve dibattito. Il primo film, venne subito sospeso nelle  sale di proiezione ed è, attualmente, di difficile reperibilità.</p>
<p>In occasione del 150° dall&#8217;Unità d&#8217;Italia, le tre associazioni   tentano di  aprire una “breccia” attraverso la censura storica che   ha  impedito sinora di parlare di brigantaggio e delle vere e varie cause  riguardanti la questione meridionale. Nella storia dei popoli ciò che  vale è la  “<em>cerchez l’ argent”,</em> i soldi, perché è proprio da li  che tutto si muove. L’economia muove la politica, la politica muove  l’economia, c’è un feedback fra le due forme di potere. Al Nord  l’economia fa la politica, al Sud la politica fa l’economia. Sintesi  estreme, ma che rendono l’idea, basta guardare che cos’è oggi il mondo  dell’economia e della politica: spesso coincidono e governano.</p>
<p>Anche nel Risorgimento, e subito dopo, fu un nuovo disegno economico  che dettò la politica. E l’economia che condusse all’Unità d’Italia, fu  la speculazione finanziaria e non la rivoluzione industriale. La  speculazione finanziaria cavalcò gli ideali unitari, che c’erano ed  erano potenti, e portò prima all’unificazione d’Italia, poi a  rastrellare denaro e terre  al meridione. E fu proprio questa una delle  principali cause del Brigantaggio: i contadini e i senza terra che si  erano visti sottrarre l’unica forma di sostentamento, che li aveva  sempre tenuti legati al loro  territorio, poiché per quanto poveri  fossero, era difficile che diventassero miseri avendo il diritto di  coltivare, di raccogliere e di utilizzare terre comuni. Rotto questo  equilibrio, con le armi, con i massacri con gli stupri perché nessuno si  fa ridurre in miseria volontariamente, tutto quello che è venuto dopo  non è stato che conseguenza, fino alla fuga, l’emigrazione.</p>
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<p>Ma oggi, in un&#8217;Italia dove il Nord ha tutto ed il Sud ha niente,  qualcosa sta iniziando a cambiare: è la voglia di verità, di quella  verità che è stata sempre negata. Desiderio di ritrovare la propria  identità, per troppo tempo sepolta. A 150 anni dall&#8217;Unità d&#8217;Italia, si  ritorna a parlare dei protagonisti di quegli anni di fine ottocento. E&#8217;  sacrosanto, quindi, rappresentarli per ciò che realmente erano, in tutte  le loro complessità e far conoscere ciò che l&#8217;idea di Unità ha  provocato nella nostra terra in quegli anni  e ciò che continua a  provocare oggi.</p>
<p>In un Paese dove gli intellettuali o politici hanno avuto e  continuano ad aver paura di parlare delle verità storiche, si è andati  avanti così e così si vuol continuare. Si sono create una serie di cose  che erano funzionali al progetto risorgimentale unitarista pensando che  l’orribile verità avrebbe potuto distruggere il costrutto. Invece, se  nascondi distruggi, se racconti condividi. Ed oggi, le associazioni  organizzatrici hanno  deciso di raccontare. Raccontare dei massacri e  dell&#8217;economia antieconomia che caratterizza la nostra terra e tanto  altro ancora. Perchè condividere la verità significa unire, aumentanto  la forza e creando coraggio.</p>
<p><em>Donatella Rinaldo</em></p>
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		<title>Video Fiaccolata</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 14:34:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Di seguito il video della fiaccolata organizzata dalle associazioni: &#8220;La Sicilia ai Siciliani&#8221;, &#8220;Identità Mediterranea&#8221; e &#8220;Centro studi naturalistici Nazione Siciliana&#8221; con la collaborazione delle associazioni &#8220;Voràs Zancle&#8221; e &#8220;Movimento Consumatori del Sud&#8221;. La fiaccolata si è svolta il 17 Marzo 2011 per commemorare tutte le vittime siciliane e meridionali durante la falsa unità d&#8217;Italia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;">Di seguito il video della fiaccolata organizzata dalle associazioni: &#8220;La Sicilia ai Siciliani&#8221;, &#8220;Identità Mediterranea&#8221; e &#8220;Centro studi naturalistici Nazione Siciliana&#8221; con la collaborazione delle associazioni &#8220;Voràs Zancle&#8221; e &#8220;Movimento Consumatori del Sud&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">La fiaccolata si è svolta il 17 Marzo 2011 per commemorare tutte le vittime siciliane e meridionali durante la falsa unità d&#8217;Italia.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">Simbolo delle nostre vittime è Angelina Romano, una bimba di soli 9 anni, che il 3 gennaio 1862 a Castellamare del Golfo venne portata davanti al plotone d&#8217;esecuzione e fucilata.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">Un episiodio che non può essere dimenticato e che dovrebbe far risvegliare le coscienze dei Siciliani.</span></p>
</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=o5TfXk50pdg&#038;fmt=18">http://www.youtube.com/watch?v=o5TfXk50pdg</a></p>
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		<title>Siracusa: Cimino (MPA) Chiede Di Elimare Dalla Toponomastica Cittadina Il Generale Cialdini</title>
		<link>http://www.voraszancle.org/2009/06/siracusa-cimino-mpa-chiede-di-elimare-dalla-toponomastica-cittadina-il-generale-cialdini/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 09:08:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvo Mangano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualcosa si muove nelle coscienze dei siciliani. Dopo Castelvetrano e Capo d&#8217;Orlando (in entrambi i paesi è stato tolto il nome di Garibaldi) ora viene chiesto di far scomparire dalla toponomastica di Siracusa il nome del Generale Cialdini, e speriamo che la richiesta venga accolta. Che si riporti la verità anche nelle strade della nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-735" style="border: 1px solid black; margin: 3px;" title="Generale Cialdini" src="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2009/06/cialdini_jpeg.jpg" alt="Generale Cialdini" width="167" height="240" />Qualcosa si muove nelle coscienze dei siciliani. Dopo Castelvetrano e Capo d&#8217;Orlando (in entrambi i paesi è stato tolto il nome di Garibaldi) ora viene chiesto di far scomparire dalla toponomastica di Siracusa il nome del Generale Cialdini, e speriamo che la richiesta venga accolta. Che si riporti la verità anche nelle strade della nostra terra.</p>
<p>&#8220;Di seguito riportiamo le parole del Dott. Vincenzo Cimino, Commissario Prov.le Giovani Mpa, che chiede al Sindaco Roberto Visentin e per p.c. al Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo e al Prefetto di Siracusa Maria Fiorella Scandurra, di eliminare dalla toponomastica cittadina il nome del generale Cialdini.</p>
<p>&lt;&lt;Sig. Sindaco,<br />
Chiediamo ufficialmente all’amministrazione comunale della città di Siracusa, ed a Lei in quanto rappresentante legale dell’ente municipale, di eliminare dalla toponomastica cittadina il nome del generale Cialdini.<br />
Il sopracitato generale, graduato al soldo dei Savoia, fu l’artefice e il mandante esecutore di diversi massacri di civili nel sud della penisola, nel periodo dell’unità d’Italia.<br />
Questo signore, vantava nel suo curriculum, decine di città rase al suolo e centinaia d’inermi cittadini letteralmente bruciati (vedi eccidi di Pontelandolfo e Casalduni).<br />
Il signor Cialdini, non per ultimo ordinò di bombardare la città di Gaeta, colpita duramente da 160 mila bombe.<br />
Tali tesi sono sostenute, avallate e condivise dai maggiori storici italiani.<br />
La deplorevole uccisione di migliaia di civili indifesi e in nessuna maniera coinvolti nell’unilaterale guerra scatenata dalla famiglia Savoia al Regno delle due Sicilie, deve indurre storici e amministratori ad una profonda riflessione intellettuale ed a una necessaria forma di revisionismo storico.<br />
I briganti, non erano altro che resistenti al nuovo regime.<br />
I gesti biasimevoli del sig. Cialdini, condannabili da ogni cittadino di buon senso, e riscontrabili in tutti i libri di storia, richiedono prese di posizione intellettualmente oneste e gesti consequenziali.<br />
Per tutto ciò, riteniamo assurdo mantenere il nome del generale Cialdini nella toponomastica cittadina. Le chiediamo di modificare il nome di via generale Cialdini, in via Vittime Civili dell’Unità d’Italia.&#8221;&gt;&gt;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.siracusanews.it/node/8220">http://www.siracusanews.it/node/8220</a></p>
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