"Si sugnu lava o sùrfuru si sugnu aranciu o pala si sugnu jnestra o mènnulu, ju non lu pozzu diri. Chiddu ch'è certu, sugnu: e sugnu sicilianu". Turi Lima

La Sicilia e l’economia strozzata….

cartina geografica della rivista Alitalia

Purtroppo la situazione economica della Sicilia è sotto gli occhi di tutti, anche i dati mettono in evidenza come la nostra isola sia la regione più povera d’Italia e la quarta d’Europa. Situazione disastrosa ancora in via di peggioramento purtroppo, come si evince dalle ultime notizie come la chiusura di varie aziende che operano in Sicilia. Ma le aziende che vogliono chiudere non sono aziende Siciliane, come la Fiat o la keller (italiane), o non lo sono più come Il Banco di Sicilia e la Rodriguez.

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Sicilia dall’immigrazione all’emigrazione

emigrazione in americaLa Sicilia è sempre stata nei secoli dei secoli una terra ambita da molti popoli. I Siculi, i gli elimi i fenici i greci i romani i bizantini gli arabi i normanni, gli aragonesi gli spagnoli. La Sicilia da sempre è stata terra  desiderata, per molteplici  motivi come la ricchezza del suo sottosuolo,  il clima,  la fertilità delle terre,  la sua posizione geografico – strategica, che ne hanno  fatto  una terra desiderata da tutt’Europa e non solo…..Nella nostra isola hanno convissuto popoli diversi, si sono fuse culture, ci sono  traccie di uno splendido passato, non a casa la Sicilia possiede il 40% dei beni culturali di tutta Italia. La Sicilia culla della civiltà, nel 700 A.c. si andava a teatro, in Sicilia è nato   il parlamento più antico al mondo, la Sicilia ha  visto nascere la prima lingua volgare in italia, ed è stata  la prima ad avere una costituzione liberale in Europa insieme a quella di Cadiz e sempre in Sicilia nacquero le prime rivendicazioni contadine ed operaie per migliori condizioni di lavoro,  citando  solo  alcuni dei picchi d’importanza storica che la nostra isola ha vissuto .

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Capo d’Orlando, primo comune Siciliano ad ammainare la bandiera italiana

ENZ-SINDON-728723[1]«Non esporrò più la bandiera italiana almeno fino a quando non verranno ripristinati i fondi previsti per la ricostruzione di Giampilieri la pagina scritta ieri con la bocciatura dell’emendamento che nella finanziaria avrebbe garantito cento milioni di euro, è grave, vergognosa, ed insopportabile. Non intendo accettare passivamente la mortificazione che della Sicilia e dei Siciliani viene giornalmente fatta nel complice silenzio di esponenti politici indegni di rappresentare il territorio che li ha eletti. E non mi appello neanche a Napolitano, capo di uno Stato con la s minuscola, incapace di garantire pari dignità ai  suoi cittadini. Mi appello invece ai Siciliani perché trovino dentro di loro la forza e la voglia di indignarsi e di reagire. In qualsiasi modo, con qualsiasi forma, ma con la schiena diritta.»

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48580, un sms per aiutare gli alluvionati di Messina

48580Ottsolidarietà alluvione messina. 8, 2009 – Gli operatori di telefonia mobile Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia, su richiesta del Sindaco, Giuseppe Buzzanca e dell’assessore alle politiche finanziarie, Orazio Miloro, d’intesa con il Dipartimento delle Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, hanno attivato la numerazione solidale, per sostenere la partecipazione alla raccolta fondi, a favore della popolazione di Messina colpita dall’alluvione.
Con un semplice SMS inviato da telefono mobile al numero 48580 si potrà donare 1 euro, che sarà interamente devoluto alle popolazioni colpiti dal tragico evento alluvionale.

Un minuto di silenzio…

sicilia-eco…60 secondi, per molti sono pochi per molti altri un’eternità.
E’ difficile per me scrivere in queste ore perchè un sentimento misto di rabbia e dolore mi confonde e mi fa stare male.
Quel che è successo nei giorni scorsi ha scosso tutti e ci ha ricordato quanto siamo fragili di fronte alla natura, soprattutto se non vengono prese le dovute precauzioni.
Si è detto tutto in questi giorni.
I politici che scaricano le colpe sugli altri (ma questo è normale).
Un ministro che pensa ancora al ponte perchè non ci sono abbastanza soldi per mettere in sicurezza tutto il territorio.
Alcuni giornali che relegano la tragedia in secondo piano perchè è più importante parlare dello scudo fiscale, della manifestazione per la libertà di stampa e di Annozero che attacca Berlusconi.
Un presidente del consiglio che sorvola l’area del disastro senza nemmeno andare tra chi lavora sodo in questi giorni per recuperare per lo meno i corpi dei nostri concittadini.
Si son viste le contestazioni davanti la prefettura per la parata di politici (o politicanti?) che è sbarcata al di qua dello stretto, e si è visto o meglio si è sentito il minuto di silenzio, in ricordo di chi ha tragicamente perso tutto, solo sui campi delle siciliane e per un errore dell’arbitro anche a Bergamo, mentre su tutti gli altri campi non si è sentito nulla o meglio solo il rumore e il frastuono dei tifosi senza un minimo accenno a ricordare chi ha perso la vita, chi non ha più una casa, chi non ha più niente.
Si è parlato di morti di serie B, di italiani di serie B.
Non penso che siamo italiani di serie B, penso semplicemente che non siamo italiani, che siamo siciliani e che tali resteremo sempre perchè dal 1860 ad oggi non siamo stati mai trattati come italiani di serie B ma semplicemente come italiani di CND (CAMPIONATO NAZIONALE DILETTANTI per chi non lo sapesse).
Basti pensare a quando i romani vennero in Sicilia e la trasformarono nel “granaio di Roma” successivamente detto “granaio d’Italia”, o basti pensare al 1860 quando la Siclia fu colonizzata dai piemontesi per “fare l’Italia”. I piemontesi invece diedero libero sfogo ai banditi (non ai briganti) facendogli prendere i posti statali nel rispetto del re creando così la mafia e portando in Piemonte tutto l’oro delle casse di Palermo e Napoli così da estinguere tutti i debiti della corona Savoia.
Non siamo italiani perchè non vogliamo esserlo, perchè da sempre viviamo in uno stato di sfruttamento e di colonizzazione e da tale stato vogliamo uscire.
Lo abbiamo fatto durante i vespri siciliani nel 1282 cacciando gli angioini al grido di An.Tu.Do. (ANimus TUus DOminus – il coraggio è il tuo signore (non i Francesi)!), lo abbiamo fatto dopo il 1860 (settembre 1866 con la “Rivolta del sette e mezzo” a Palermo), lo abbiamo fatto negli anni del separatismo (1942-1947) con l’ottenimento, grazie al sangue versato dai nostri compatrioti siciliani (Antonio Canepa, Lo Giudice, Rosano tra i vari), dello Statuto Autonomo Siciliano.
Uno statuto tradito da noi siciliani, da chi abbiamo votato negli anni, da chi avrebbe dovuto fare i nostri interessi e invece si è sempre piegato alla mafia e ai politici dei partiti romani.
In questi giorni di tristezza e di una sottile indifferenza da parte dei media italiani (come ad esempio i 25 minuti di trasmissione dedicati al nostro disastro da Vespa su 2 ore di trasmissione) e da parte dei politici italiani che ancora pensano che il ponte sia di primaria importanza, come dicevo in questi giorni il nostro orgoglio siciliano riemerge più forte che mai e forse è giunta l’ora di muoverci, è giunta l’ora di smuovere le nostre coscienze e di fare quel passo che nel ‘47 fu bloccato da uno statuto mai applicato.
Dobbiamo risorgere come messinesi ma soprattutto come Siciliani.
E come nel 1282 la parola che deve spingerci a ritrovare la nostra sicilianità è AN.TU.DO.
Con questo grido di coraggio e di disperazione spero che noi siciliani faremo riemergere il nostro patriottismo siciliano.

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