"Si sugnu lava o sùrfuru si sugnu aranciu o pala si sugnu jnestra o mènnulu, ju non lu pozzu diri. Chiddu ch'è certu, sugnu: e sugnu sicilianu". Turi Lima

La politica siciliana…

La sicilia ai sicilianiIn Sicilia dopo la fine della seconda guerra mondiale  il radicarsi della partitocrazia italiana, ha portato alla degenerazione della democrazia elettiva ed ancora oggi ne vediamo i frutti amari cioè il clientelismo sferanato, l’effetto favore e raccomandazione metodi molto  usati dal politicante figlio della Prima Repubblica Italiana e non solo. Se da un lato ha portato amici degli amici negli anni passati alla sistemazione con il classico posto statale dall’altro ha portato ad una non selezione meritevole in molti punti cardine dell’economia e della struttura  siciliana portando enormi danni a tutto il popolo che abita questa splendida isola. Questo sistema che ha continuato ad impoverire il nostro territorio ha favorito la malleabilità del popolo siciliano che nel tentativo di sbarcare il lunario si affidava alle promesse elettorali del politicante  della Democrazia Cristiana dopo del partito Socialista per finire al rappresentante di  Forza Italia e del PDL, badiamo bene che questo sistema  è sempre stato utilizzato da tutti i partiti italiani senza eccezione ma in maniera maggiore da chi dagli anni 40 in poi è stato partito di maggioranza in Sicilia, che se andiamo a curiosare un pò rileggendo la storia degli ultimi 65 anni in Sicilia notiamo con evidenza che il partito che ha comandato in Sicilia lo ha fatto SEMPRE con la collaborazione della Mafia, evidenti sono i collegamenti tra politica e mafia in Sicilia anche oggi. Questa situazione non poteva non essere a conoscenza dello stato maggiore dei vari partiti che si sono alternati alla guida della Sicilia dal 1947 in poi. Semplicemente la Sicilia assolveva al suo ruolo quello di bacino di voti, fonte più importante d’energia a costo zero, mercato di consumo per i prodotti dell’Italia del nord, e sacco dove prelevare i risparmi dei poveri siciliani che pian piano con enormi sacrifici mettevano da parte, ultimo ma non per importanza la manodopera a basso costo da impiegare nelle fabbriche del ricco nord.

Ed in cambio la Sicilia che riceveVa per tutto questo???

La Sicilia ed i Siciliani nulla, niente, solo qualche posto di lavoro per chi riusciva ad entrare nelle grazie del politicante di turno, che per vivere nel privilegio concessogli dal padrone di partito non si creava lo scrupolo di svendere la propria terra agli interessi del padrone che  elargiva qualche mancia da distribuire ai fortunati che si erano prostati bene ai voleri dell’ingordo politicante. Questo sistema è durato per anni  così oggi ci ritroviamo un sistema statale siciliano  intasato di lavoratori statali, stagionali, precari, impiegati di municipalizzate di società psarastatali, di enti di formazione ed in passato anche per le grandi imprese di stato, che non stanno li per merito ma hanno assolto il loro ruolo di lacchè, questo naturalmente non vale per tutti ma sicuramente per una buona parte, infatti risalendo alla loro assunzione per favore…ha fatto nascere rapporti lavorativi malati con il risultato di una cancrenizzazione del sistema statale Sicilliano. Questo sistema sfrenato negli anni passati si è radicato portando anche il popolo a doversi adattare per sopravvivere o in alternativa a soccombere. Il risultato generale è sotto gli occhi di tutti, e si evince da ogni ambito della società siciliana, ma questo non è un vezzo o un’usanza siciliana ma bensi un radicamento della volonta della partitocrazia italiana che ha sempre voluto e alimentato questo stato di cose traendone enorme giovamento insieme al ricco nord, tanto le scorie di questo sistema perverso come la mafia l’arretratezza economica ed il sottosviluppo hanno sempre gravato sulla Sicilia ed i siciliani, quei siciliani onesti e volenterosi che magari non hanno mai potuto realizzare i loro sogni nella loro terra costretti a sopravvivere o ad emigrare schiacciati da un sistema italia che ha da sempre affamato il popolo isolano.

Oggi le cose stanno cambiando per vari motivi ed il vento potrebbe cambiare. La crisi economica, la privatizzazione di varie imprese statali, la scarsità di risorse economica hanno messo in crisi questo sistema, e la gente pian piano sta rendendosi conto che il siciliano è volutamente tenuto in coma economico e sociale da un sistema che in maniera parassitaria lo ha sempre sfruttato, insultato e schernito, il sistema Italia.

Oggi le cose possono iniziare a cambiare ma il siciliano deve fare la sua parte perchè i nostri figli abbiano un futuro migliore di quello che hanno avuto i nostri padri e di quello che abbiamo noi.

 Il primo passo e più importante è non votare partiti italiani, ma bensi partiti territoriali, radicati sul territorio siciliano con testa pensante in Sicilia, e  che non devono rispondere al padrone italico ma bensì al popolo che li ha eletti. Questo naturalmente è il primo passo verso la nostra emancipazione ma fondamentale per il nostro futuro, che se caparbiamente voluto può portare la Sicilia ad essere una terra in cui sognare di vivere, il primo passo per cui si possa realizzare questo sogno che immancabilmente  si concluderà con l’INDIPENDENZA.



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