Inserito il 20 ottobre 2009 da Salvo
Riporto il comunicato stampa della ricostituzione dell’EVIS.
COMUNICATO STAMPA
Dopo oltre 70 anni la storia si ripete. L’ Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia (EVIS) che Antonio Canepa creò in disaccordo con la politica attendista seguita allora dal MIS, che si perse nella nebbia dell’autonomismo truffa che ha seguito i fatti del maggio 1946, è stato è ricostituito a Palermo ed ancora una volta da militanti in disaccordo con i dirigenti del MIS attuale ricostituito nel 2004. Leggi tutto...
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Inserito il 9 ottobre 2009 da Salvo
Ott
. 8, 2009 – Gli operatori di telefonia mobile Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia, su richiesta del Sindaco, Giuseppe Buzzanca e dell’assessore alle politiche finanziarie, Orazio Miloro, d’intesa con il Dipartimento delle Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, hanno attivato la numerazione solidale, per sostenere la partecipazione alla raccolta fondi, a favore della popolazione di Messina colpita dall’alluvione.
Con un semplice SMS inviato da telefono mobile al numero 48580 si potrà donare 1 euro, che sarà interamente devoluto alle popolazioni colpiti dal tragico evento alluvionale.
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Inserito il 7 ottobre 2009 da Salvo
…60 secondi, per molti sono pochi per molti altri un’eternità.
E’ difficile per me scrivere in queste ore perchè un sentimento misto di rabbia e dolore mi confonde e mi fa stare male.
Quel che è successo nei giorni scorsi ha scosso tutti e ci ha ricordato quanto siamo fragili di fronte alla natura, soprattutto se non vengono prese le dovute precauzioni.
Si è detto tutto in questi giorni.
I politici che scaricano le colpe sugli altri (ma questo è normale).
Un ministro che pensa ancora al ponte perchè non ci sono abbastanza soldi per mettere in sicurezza tutto il territorio.
Alcuni giornali che relegano la tragedia in secondo piano perchè è più importante parlare dello scudo fiscale, della manifestazione per la libertà di stampa e di Annozero che attacca Berlusconi.
Un presidente del consiglio che sorvola l’area del disastro senza nemmeno andare tra chi lavora sodo in questi giorni per recuperare per lo meno i corpi dei nostri concittadini.
Si son viste le contestazioni davanti la prefettura per la parata di politici (o politicanti?) che è sbarcata al di qua dello stretto, e si è visto o meglio si è sentito il minuto di silenzio, in ricordo di chi ha tragicamente perso tutto, solo sui campi delle siciliane e per un errore dell’arbitro anche a Bergamo, mentre su tutti gli altri campi non si è sentito nulla o meglio solo il rumore e il frastuono dei tifosi senza un minimo accenno a ricordare chi ha perso la vita, chi non ha più una casa, chi non ha più niente.
Si è parlato di morti di serie B, di italiani di serie B.
Non penso che siamo italiani di serie B, penso semplicemente che non siamo italiani, che siamo siciliani e che tali resteremo sempre perchè dal 1860 ad oggi non siamo stati mai trattati come italiani di serie B ma semplicemente come italiani di CND (CAMPIONATO NAZIONALE DILETTANTI per chi non lo sapesse).
Basti pensare a quando i romani vennero in Sicilia e la trasformarono nel “granaio di Roma” successivamente detto “granaio d’Italia”, o basti pensare al 1860 quando la Siclia fu colonizzata dai piemontesi per “fare l’Italia”. I piemontesi invece diedero libero sfogo ai banditi (non ai briganti) facendogli prendere i posti statali nel rispetto del re creando così la mafia e portando in Piemonte tutto l’oro delle casse di Palermo e Napoli così da estinguere tutti i debiti della corona Savoia.
Non siamo italiani perchè non vogliamo esserlo, perchè da sempre viviamo in uno stato di sfruttamento e di colonizzazione e da tale stato vogliamo uscire.
Lo abbiamo fatto durante i vespri siciliani nel 1282 cacciando gli angioini al grido di An.Tu.Do. (ANimus TUus DOminus – il coraggio è il tuo signore (non i Francesi)!), lo abbiamo fatto dopo il 1860 (settembre 1866 con la “Rivolta del sette e mezzo” a Palermo), lo abbiamo fatto negli anni del separatismo (1942-1947) con l’ottenimento, grazie al sangue versato dai nostri compatrioti siciliani (Antonio Canepa, Lo Giudice, Rosano tra i vari), dello Statuto Autonomo Siciliano.
Uno statuto tradito da noi siciliani, da chi abbiamo votato negli anni, da chi avrebbe dovuto fare i nostri interessi e invece si è sempre piegato alla mafia e ai politici dei partiti romani.
In questi giorni di tristezza e di una sottile indifferenza da parte dei media italiani (come ad esempio i 25 minuti di trasmissione dedicati al nostro disastro da Vespa su 2 ore di trasmissione) e da parte dei politici italiani che ancora pensano che il ponte sia di primaria importanza, come dicevo in questi giorni il nostro orgoglio siciliano riemerge più forte che mai e forse è giunta l’ora di muoverci, è giunta l’ora di smuovere le nostre coscienze e di fare quel passo che nel ’47 fu bloccato da uno statuto mai applicato.
Dobbiamo risorgere come messinesi ma soprattutto come Siciliani.
E come nel 1282 la parola che deve spingerci a ritrovare la nostra sicilianità è AN.TU.DO.
Con questo grido di coraggio e di disperazione spero che noi siciliani faremo riemergere il nostro patriottismo siciliano. Leggi tutto...
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