LOMBARDO HA CHIUSO L’ENTE PORTO DI MESSINA

Il giornale locale di Messina canta vittoria.
L’ultimo baluardo contro l’occupazione militare italiana di Messina è stato artatamente cancellato.
Doveva gestire la realizzazione del PUNTO FRANCO a Messina, che è stato per moltissimi anni la ricchezza di questa Città capitale del Mar Mediterraneo. Aveva realizzato GRANDIOSE opere pubbliche come un un enorme BACINO DI CARENAGGIO di oltre 200 metri del valore di 7 milioni di euro, l’impianto di DEGASSIFICA che vale 13milioni di euro, i Cantieri Cassaro di 2,154 milioni di euro con il mega ponte GIALLO per costruire le navi (ancora visibile accanto alla cittadella), era stato finanziato il PUNTO FRANCO sino al bilancio 2008 del Parlamento Siciliano con 6milioni di euro.
PER QUALE MOTIVO UN ENTE COSI’ ATTIVO E MERITEVOLE E’ STATO CHIUSO?
La Sicilia è affondata dai fantocci del governo italiano.
I CANTIERI SMEB di Messina sono falliti per colpa della Signora Marina NOE’ (già condannata) mentre era assessore all’industria del Governo Siciliano, che ha favorito il suo cantiere navale ad Augusta, LA SMEB ha trascinato nel fallimento la DEGASSIFICA ed i cantieri Cassaro, gli impianti del BACINO DI CARENAGGIO, in gestione, sono tornati all’ENTE PORTO che li ha affidati ad una ditta di Napoli.
Già in precedenza erano stati chiusi i cantieri dell’Arsenale Militare (1.000 operai), e sono in pericolo anche i Cantieri Rodriquez dove PROGETTANO e costruiscono gli ALISCAFI.
Un disastro PILOTATO per portare i BREVETTI siciliani in Liguria con tutta la cantieristica all’avanguardia nel mondo per la progettazione di NAVI VELOCI e NAVI ALTA VELOCITA’ (oltre 100 km orari).
IL GOVERNO LOMBARDO STA DEMOLENDO LA STRUTTURA PORTANTE DELL’ECONOMIA DI MESSINA E DELLA SICILIA.
La gestione passa nelle mani dei privati e della Autorità Portuale Italiana istituita da pochi anni e “FORSE” incostituzionale in Sicilia.
Il demanio appartiene alla Sicilia, con questo Ente Italiano e con la Capitaneria di Porto Italiana si riduce enormemente il controllo e la gestione del proprio mare al Popolo Siciliano, arrivando a negare l’accesso ad aree storicamente pubbliche di notevole interesse paesaggistico e culturale.
In questo momento la città di Messina è stata espropriata di tutti gli strumenti locali di gestione del suo grande porto. Il più grande porto naturale del Mediterraneo. Mai, nel corso di 27 secoli di storia marinara di questa città, le strutture organizzative e le maestranze cittadine erano state ridotte a questo livello di emarginazione ed esclusione dalla gestione e dalla partecipazione ai progetti di sviluppo portuale su cui ruota tutta l’economia della Città.
Il compartimento Ferrovie dello Stato di Messina è il più grande della Sicilia. Sul libro paga ci sono 12.000 stipendi tra pensioni e lavoratori in servizio. La flotta FS delle Navi Traghetto (10 navi circa) da alcuni mesi non carica più i treni, che sono stati ridotti drasticamente. Si prevede una riduzione del personale di 3.000 unità nel compartimeno di Messina.
La Città di Messina passerà in pochi anni da 10.000 addetti nel settore navale-portuale a poche migliaia. Un disastro pilotato. A chi giova?
UN ALISCAFO ( Hydrofoils ) è una barca che vola sul mare a oltre 100 km orari. Può navigare con il mare forte e spesso è usato come ambulanza del mare. E’ un mezzo sicuro ed il suo scafo è molto resistente. E’ stato usato anche come mezzo militare.
Gli aliscafi costruiti a Messina navigano su tutti i mari del mondo. Il cantiere di Messina contava 500 operai altamente specializzati. I brevetti degli aliscafi di Messina sono innumerevoli.
100 anni di migliorie continue hanno prodotto un battello all’avanguardia dell’industria cantieristica mondiale.
L’Aliscafo si è evoluto passando dalla mezza ala doppia laterale all’ala intera che passa sotto lo scafo (invenzione dei cantieri di Messina), dallo scafo saldato allo scafo inchiodato che lo rende resistente alle vibrazioni (che invece fanno cedere le saldature). Aliscafi sempre più grandi e STABILI sono usati in tutto il mondo sulle linee pubbliche per la loro affidabilità e sicurezza. Un patrimonio tecnologico totalmente sviluppato in Sicilia nei cantieri di Messina.
L’aliscafo può accostare ad un piccolo molo rampante di pochi metri, in tutte le piccole isole, sui laghi, arriva e riparte velocemente come un autobus alla fermata. Anche un piccolo molo ancorato alla terra ferma puo’ fare da scalo efficace.
Con una METROPOLITANA del mare si possono collegare IN POCHI MINUTI:
Taormina mare, Tremestieri porto, aeroporto e porto di Reggio, Messina porto , Ganzirri-Papardo-Capo Peloro.
articolo di ONIR56
http://www.siciliapaisi.org 333 7477702
http://www.messinacity.com 090 2005749
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Antonio Canepa su Facebook
Sotto la voce: Associazione
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