"Si sugnu lava o sùrfuru si sugnu aranciu o pala si sugnu jnestra o mènnulu, ju non lu pozzu diri. Chiddu ch'è certu, sugnu: e sugnu sicilianu". Turi Lima

Elezioni… scandalo a Messina

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Si sono concluse le elezioni a Messina da due giorni, ma paradossalmente non si sa chi ha vinto.

Alla provincia (ente inutile, vedi nota 1), è assodata la vittoria di Ricevuto, evento per cui – secondo noi – c’è poco da festeggiare. Anzi, a dirla tutta, l’unica vittoria sarebbe in realtà la soppressione di quest’ente, come recita l’art. 15 dello Statuto Siciliano fin dal 1946.

Alla carica di Sindaco, invece, sembra aver vinto Peppino Buzzanca (centro destra) con il 51,05 % delle preferenze, contro il 38,42 % di Genovese (centro sinistra) nettamente sconfitto, mentre l’8,53 % di Fabio D’amore (Risorgimento Messinese), grande sorpresa, mette in evidenza come sempre più i Messinesi siano stanchi della solita sbobba propinatagli dal partitismo clientelare; solo lo 0,89% per Rosario Ansaldo Patti (sinistra, pendolari dello stretto), che però supererebbe Saro Visicaro (Alternativa in Movimento) con lo 0,65% e Filippo Clementi (Forza Nuova) con lo 0,46%.

Ma a distanza di due giorni c’è profonda incertezza sui nomi sia dei consiglieri comunali eletti sia sui consiglieri di circoscrizione. Tutto questo si deve ad una situazione arrivata al collasso nei seggi dove sia per impreparazione di alcuni presidenti e scrutatori di seggio, sia per presunti brogli in alcune sezioni, sono dovute intervenire le forze dell’ ordine. La magistratura ha aperto un’inchiesta per chiarire la situazione.

Intanto la città resta nell’incertezza e nella confusione, anche perché si potrebbe prospettare all’orizzonte la possibilità di nuove elezioni.

La considerazione finale che ci viene da fare è quella che a Messina ormai si faccia la gara ad andare sempre più giù, dove la gente sta perdendo ogni stimolo ed ogni speranza di riscatto. Quello che è successo è di una gravità enorme: il sospetto di brogli conferma l’impressione che di ‘risveglio’, in questa città, non se ne voglia proprio parlare.

1) Art. 15. dello Statuto della Regione Siciliana 15 Maggio 1946

Le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che ne derivano sono soppressi nell’ambito della Regione siciliana.

L’ordinamento degli enti locali si basa nella Regione stessa sui comuni e sui liberi Consorzi comunali, dotati della più ampia autonomia amministrativa e finanziaria.

Nel quadro di tali principi generali spetta alla Regione la legislazione, esclusiva e l’esecuzione diretta in materia di circoscrizione, ordinamento e controllo degli enti locali.


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